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  • Data di pubblicazione

Eliquis Bristol-Myers Squibb/Pfizer
 

10 compresse 2,5 mg
€ 16,52
20 compresse 2,5 mg
€ 33,03
60 compresse 2,5 mg
€ 99,03
(prezzo ex-factory, comprensivi sconti negoziali)

Classe A HT/PHT Su prescrizione di centri ospedalieri o specialisti (ematologo, ortopedico, anestesista, spec. medicina interna)

Indicazioni registrate: Prevenzione degli eventi tromboembolici venosi (TEV) nei pazienti adulti sottoposti a intervento chirurgico di sostituzione elettiva dell’anca o del ginocchio.

Proprietà farmacologiche
Apixaban è il terzo anticoagulante orale approvato con procedura centralizzata europea nella prevenzione degli eventi tromboembolici venosi (TEV) nei pazienti adulti sottoposti a intervento chirurgico di sostituzione elettiva dell’anca o del ginocchio1. Per questa indicazione, apixaban va ad affiancarsi a rivaroxaban col quale condivide il meccanismo d’azione (entrambi inibiscono il fattore Xa) e al dabigatran (che è un inibitore diretto della trombina).
Somministrato per via orale, apixaban ha un assorbimento rapido e raggiunge le concentrazioni ematiche massime dopo 3-4 ore
2. Ampiamente legato alle proteine plasmatiche, viene metabolizzato in parte a livello epatico (soprattutto dal CYP3A4) ed eliminato in larga misura come farmaco immodificato, in parte (27%) con le urine e in parte con le feci. Apixaban è un substrato delle proteine di trasporto P-gp2. L’emivita è di circa 12 ore2. Nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata, non è necessario alcun aggiustamento della dose2, mentre in caso di insufficienza renale grave (clearance creatinina ≤ 30 ml/min) l’esposizione ad apixaban aumenta del 44% e l’RCP sconsiglia l’uso del farmaco per il rischio di sovradosaggio2 . Stessa esclusione dal trattamento viene raccomandata per i pazienti con insufficienza epatica grave associata a coagulopatia e a rischio di sanguinamento2 .

Efficacia clinica
Negli interventi di chirurgia ortopedica maggiore, tra cui la sostituzione elettiva dell’anca e del ginocchio, l’impiego delle eparine a basso peso molecolare riduce il rischio di tromboembolismo venoso (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare) del 50%3. La somministrazione di eparina a basso peso molecolare, iniziata 12 ore prima dell’intervento, viene generalmente proseguita per altri 10-14 giorni dopo artroprotesi del ginocchio e sino a 35 giorni dopo artroprotesi d’anca3 . Le alternative alla eparina a basso peso molecolare sono rappresentate dal fondaparinux e dagli altri anticoagulanti orali dabigatran e rivaroxaban3 .
L’efficacia di apixaban è stata valutata in 3 studi controllati, randomizzati, in doppio cieco, di “non inferiorità” verso enoxaparina, 2 nella chirurgia di sostituzione elettiva del ginocchio (ADVANCE-1 e ADVANCE-2)
4,5, il terzo nella chirurgia elettiva dell’anca (ADVANCE-3)6. Nei 3 studi, apixaban è stato impiegato al dosaggio di 2,5 mg due volte al giorno per via orale, iniziato da 12 a 24 ore dopo l’intervento chirurgico e proseguito rispettivamente per 10-14 giorni e 34 giorni. L’enoxaparina è stata impiegata per via sottocutanea al dosaggio approvato negli Stati Uniti (30 mg due volte al giorno) nello studio ADVANCE-1 e secondo lo schema profilattico “europeo” di 40 mg una volta al giorno negli studi ADVANCE-2 e 3. La prima dose di enoxaparina è stata somministrata da 9 a 15 ore prima dell’intervento. La popolazione arruolata (63% donne, età media 64 anni, sovrappeso o leggermente obese) non presentava particolari fattori di rischio: solo lo 0,5% aveva una storia di embolia polmonare (EP), il 2% di trombosi venosa profonda (TVP) e meno del 15% presentava una insufficienza renale anche lieve4-6.
Nei 3 studi, la misura di esito principale era rappresentata da un end point composito costituito dall’insieme di TVP sintomatica o asintomatica, EP non fatale e morte per qualsiasi causa. La diagnosi di TVP era confermata tramite una venografia, l’EP da una TAC, una angiografia o una scintigrafia polmonare. I pazienti sono stati seguiti per 2 mesi dopo la sospensione del trattamento anticoagulante. La “non inferiorità” sarebbe stata dimostrata nel caso in cui il limite superiore dell’intervallo di confidenza al 95% per il rischio relativo fosse risultato inferiore a 1,25. Se soddisfatta la “non inferiorità” era previsto un test per determinare la superiorità. Su poco meno di 11.700 pazienti, quasi un terzo è stato escluso dall’analisi di efficacia in quanto non sottoposto a venografia di controllo o perché i dati della venografia non erano interpretabili
4-6. I risultati dei 3 studi sono sintetizzati nella Tabella.
Apixaban si è dimostrato statisticamente superiore all’enoxaparina nel ridurre l’end point composito sia nell’artroprotesi del ginocchio che dell’anca quando l’enoxaparina è stata impiegata al dosaggio raccomandato in Europa
5,6. E’ risultato invece meno efficace (la “non inferiorità” non è stata raggiunta) quando l’eparina è stata utilizzata al dosaggio più alto4 . Nei tre studi, si sono registrati 4 casi di embolia polmonare fatale tutti in pazienti trattati con apixaban rispetto a nessun caso nel braccio eparina4-6; i decessi per qualsiasi causa sono stati 12, di cui 8 con apixaban e 4 con enoxaparina4-6. In termini di beneficio clinico netto, vale a dire eventi tromboembolici sintomatici, sanguinamenti gravi e mortalità, non vi sono differenze significative tra l’enoxaparina e i nuovi anticoagulanti orali, né tra i singoli anticoagulanti orali (confronti indiretti): il rischio relativo è di 0,92 per apixaban, 0,88 per rivaroxaban e 0,93 per dabigatran7 .

Fibrillazione atriale
Nel mese di novembre, l’EMA ha esteso le indicazioni dell’apixaban nella prevenzione dell’ictus e degli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale sulla base dei risultati di due RCT, lo studio ARISTOTELE (verso warfarin su 18.200 pazienti)8 e lo studio AVERROES (verso aspirina a basse dosi su 5.600 pazienti)9 .

Effetti indesiderati
Complessivamente, nei 3 studi registrativi, non sono emerse differenze significative tra apixaban ed enoxaparina nella incidenza dei sanguinamenti totali. Nei due studi nei quali l’enoxaparina è stata impiegata al dosaggio registrato in Europa, l’incidenza di sanguinamenti gravi è risultata leggermente più alta con apixaban rispetto ad enoxaparina nella chirurgia di sostituzione dell’anca (0,8% vs 0,7%), ma leggermente più bassa nella chirurgia di sostituzione del ginocchio (0,6% vs 0,9%). Gli eventi avversi di più frequente riscontro (incidenza 1-10%) sono stati nausea, edemi periferici, ecchimosi, anemia post-operatoria. Non esiste un antidoto in caso di sovradosaggio o di sanguinamento grave. In presenza di complicanze emorragiche, l’RCP raccomanda di sospendere apixaban e se necessario ricorrere ad emostasi chirurgica o a trasfusione di sangue fresco2 . La somministrazione di carbone attivo fino a 3 ore dopo l’assunzione di apixaban può ridurre l’esposizione al farmaco. Se questi provvedimenti dovessero risultare inadeguati si può prendere in considerazione la somministrazione del fattore VIIa ricombinante2 .

Interazioni
Nei pazienti in trattamento con potenti inibitori sia del citocromo P450 (CYP3A4) che della glicoproteina P (P-gp) come gli antimicotici azolici (itraconazolo, voriconazolo e posaconazolo) e gli inibitori delle proteasi (es. ritonavir), apixaban non è raccomandato2. Questi farmaci possono aumentare l’esposizione ad apixaban di 2 volte o più. L’associazione di apixaban con potenti induttori (es. rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital o iperico) può portare ad una riduzione del 50% della esposizione ad apixaban e secondo l’RCP la somministrazione concomitante va fatta con cautela2 .

Dosaggio: 2,5 mg due volte al giorno per via orale. La dose iniziale deve essere assunta da 12 a 24 ore dopo l’intervento chirurgico. La durata raccomandata del trattamento è di 32-38 giorni nei pazienti sottoposti a chirurgia di sostituzione dell’anca e di 10-14 giorni nei pazienti sottoposti a chirurgia di sostituzione di ginocchio.

Costi
Il costo giornaliero di apixaban (2,5 mg 2 volte al giorno) è di 3,30 euro. Un analogo trattamento con dabigatran (220 mg una volta al giorno) è di 3,99 euro, con rivaroxaban (10 mg una volta al giorno) è di 4,20 euro.

Tabella. Risultati degli studi registrativi di apixaban vs enoxaparina

 

Efficacia
Chirurgia del ginocchio
Chirurgia dell'anca
ADVANCE -1
(Enoxaparina 30mg x2)
ADVANCE-2
(Enoxaparina 40mg)
ADVANCE-3
(Enoxaparina 40mg)
Apixaban
Enoxaparina
Apixaban
Enoxaparina
Apixaban
Enoxaparina
End point composito
(TVP, EP, mortalità totale)
9,0%
8,8%
5,1%
24,4%
1,4%
3,9%
Casi di TVP
7,8%
8,2%
14,6%
24,4%
1,1%
3,6%
Casi di EP (mortali)
1,0%(0,1%)
0,4%(0%)
0,3%(0,1%)
0%(0%)
0,1%(<0,1%)
0,2% (0%)
Mortalità per ogni causa
0,2%
0,2%
0,1%
0%
0,1%
<0,1%
Sicurezza
           
Sanguinamenti totali
5,3%
6,8%
6,9 %
8,4%
11,7%
12,6%
Sanguinamenti minori
2,4%
2,5%
3,4%
3,6%
6,9%
7,5%
Sanguinamenti gravi
0,7%
1,4%
0,6%
0,9%
0,8%
0,7%

 

Apixaban è il terzo anticoagulante orale registrato in Italia dopo dabigatran e rivaroxaban. In 3 studi condotti in pazienti sottoposti ad interventi di artroprotesi di anca e di ginocchio, nella prevenzione di trombosi venosa profonda, embolia polmonare e mortalità totale ha dimostrato di essere superiore all’enoxaparina al dosaggio utilizzato in Europa (40 mg/die), ma meno efficace quando l’enoxaparina è stata impiegata al dosaggio più alto approvato negli USA (30 mg per 2/die). In termini di sicurezza, apixaban non ha aumentato l’incidenza di sanguinamenti gravi rispetto a enoxaparina anche se gli eventi di embolia polmonare fatale sono stati 4 tutti in pazienti trattati con apixaban e 8 delle 12 morti per qualsiasi causa sono avvenute con apixaban. Valutando complessivamente eventi tromboembolici sintomatici, sanguinamenti gravi e mortalità, apixaban, come gli altri anticoagulanti orali, non determina un beneficio clinico netto superiore all’enoxaparina.

Bibliografia
1. European Medicines Agency. CHMP Assessment Report for Eliquis (apixaban). Procedure No. EMEA/H/C/II/2148. www.emea.europa.eu.
2. Eliquis. Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP).
3. Falk-Ytter Y et al. Prevention of TVE in orthopedic surgery patients: Antithrombotic Therapy and Prevention of Thrombosis, 9th ed: American College of Chest Physicians Evidence-Based Clinical Practice Guidelines. Chest 2012; 141 (2 Suppl):e278S-325S.
4. Lassen MR et al. Apixaban or enoxaparin for thromboprophylaxis after knee replacement. New Engl J Med 2009; 361:594-604.
5. Lassen MR et al. Apixaban or enoxaparin for thromboprophylaxis after knee replacement ADVANCE-2): a randomized double-blind trial. Lancet 2010; 375:807-15.
6. Lassen MR et al. Apixaban or enoxaparin for thromboprophylaxis after hip replacement. New Engl J Med 2010; 363:2487-98.
7. Gómez-Outes A et al. Dabigatran, rivaroxaban, or apixaban versus enoxaparin for thromboprophylaxis after total hip or knee replacement: systematic review, meta-analysis, and indirect treatment comparisons. BMJ 2012; 344:e3675. doi:10.1136/bmj.e5675.
8. Granger CB et al. for ARISTOTELE Committees and Investigators. Apixaban versus warfarin in patients with atrial fibrillation. New Engl J Med 2011; 365:981-92.
9. Diener HC et al. for AVERROES Steering Committee and Investigators. Apixaban versus aspirin in patients with atrial fibrillation and previous stroke or transient ischaemic attack: a predefined subgroup analysis from AVERROES, a randomised trial. Lancet Neurol 2012; 11:225-31.

 

Data di Redazione 12/2012

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