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  • Data di pubblicazione

Votrient GlaxoSmithKline

 

30 compresse 200 mg
30 compresse 400 mg
€ 778,81
€ 1.557,63
(prezzo ex-factory, comprensivi degli sconti negoziali)

Classe H. Farmaco ospedaliero esitabile a carico del cittadino su ricetta non ripetibile di oncologo o internista. Monitoraggio intensivo.

Indicazioni registrate: Trattamento di prima linea del carcinoma renale (RCC) avanzato e nei pazienti che hanno ricevuto in precedenza una terapia a base di citochine per malattia avanzata.

Proprietà farmacologiche
Pazopanib è un farmaco antiangiogenetico orale approvato con procedura centralizzata europea nel trattamento di prima linea del carcinoma renale in fase avanzata e nei pazienti pre-trattati con citochine1. Pazopanib inibisce in misura dose-dipendente molteplici tirosin-kinasi associate al recettore del Vascular Endothelial Growth Factor (VEGFR), del Platelet-Derived Growth Factor (PDGFR) e dello stem cell factor (c-KIT), tutte proteine-chiave coinvolte nei processi di angiogenesi, crescita tumorale e sopravvivenza cellulare2.
Dopo somministrazione orale, pazopanib raggiunge le concentrazioni plasmatiche massime dopo una mediana di 3,5 ore3. Metabolizzato a livello epatico principalmente dal CYP3A4 e in misura minore dal CYP1A2 e CYP2C8, viene eliminato quasi totalmente con le feci (95%). L’emivita è di 30,9 ore3.
Nei pazienti con insufficienza epatica moderata (definita come aumento della bilirubina da 1,5 a 3 volte sopra il limite normale) la scheda tecnica raccomanda una dose ridotta di pazopanib pari a 200 mg una volta al giorno3.

Efficacia clinica
Il carcinoma renale rappresenta il 2-3% di tutte le neoplasie maligne e colpisce gli uomini in misura doppia rispetto alle donne. Al momento della diagnosi, il 30% circa dei pazienti presenta una malattia localmente avanzata o metastatica4; questi pazienti hanno solo 10 probabilità su 100 di essere ancora vivi dopo 5 anni5. Il trattamento elettivo del carcinoma renale localizzato è la resezione chirurgica (nefrectomia totale o parziale a seconda delle dimensioni del tumore)4. Nei casi di malattia localmente avanzata o metastatica, l’interferone alfa utilizzato come prima scelta aumenta la sopravvivenza mediana di circa 4 mesi, ma la metà dei pazienti muore entro un anno e gli eventi avversi incidono negativamente sulla qualità di vita (sintomi simil-influenzali, astenia, anoressia, disfunzioni tiroidee, depressione)6. Sunitinib e sorafenib sono i primi inibitori multikinasici orali. In seconda linea non mostrano grandi vantaggi rispetto all’interferone alfa: prolungano la progressione libera da recidiva di circa 6 mesi7 e causano importanti effetti indesiderati cutanei (eritrodisestesia palmo-plantare) e cardiovascolari (ipertensione arteriosa, emorragie, eventi trombotici)8. Pur in assenza di studi di confronto diretto, sunitinib è il farmaco raccomandato dalle linee-guida del NICE inglese9 e attualmente più utilizzato in prima linea, ma non vi sono prove che sia più efficace o meglio tollerato rispetto agli altri (è in corso uno studio “testa a testa” di non inferiorità tra pazopanib e sunitinib)10. Pazopanib rappresenta un’ulteriore alternativa sia nel trattamento di prima linea che nei pazienti refrattari alle citochine.
L’efficacia di pazopanib è stata valutata in un solo studio clinico controllato, randomizzato, in doppio cieco, condotto su 435 pazienti con carcinoma renale localmente avanzato o metastatico, l’89% dei quali nefrectomizzato, il 54% naive al trattamento, il 47% pre-trattato con interferone alfa o interleukina-211. Tutti i pazienti presentavano una istologia a cellule chiare o prevalentemente a cellule chiare; la metà aveva 3 o più organi coinvolti dalla malattia: polmone (74%) e/o linfonodi (54%) erano le principali localizzazioni metastatiche. I pazienti, con performance status (PS) da 0 a 1, sono stati trattati in rapporto 2:1 con pazopanib 800 mg una volta al giorno o con placebo sino a progressione della malattia, morte o tossicità inaccettabile. La misura di esito primaria, la sopravvivenza mediana libera da progressione (progression free survival, PFS), valutata con un esame radiologico sull’intera popolazione in studio, è risultata significativamente più lunga nel gruppo pazopanib rispetto al gruppo placebo (9,2 vs 4,2 mesi). Ad una analisi pianificata per sottogruppi, la PFS è stata 11,1 vs 2,8 mesi nei pazienti naive e 7,4 vs 4,2 mesi nei pazienti trattati in precedenza con citochine11. Nell’intera popolazione, il tasso di risposta è stato del 30% (vs 3% con placebo) e la durata mediana di 58,7 mesi; nei pazienti naive la percentuale di risposta è stata del 32%, in quelli pre-trattati del 29%.
Una analisi ad interim predefinita, realizzata dopo 176 casi di morte, non ha dimostrato differenze nella sopravvivenza totale (overall survival, OS) tra i due gruppi (circa 20 mesi), ma è necessario attendere l’analisi finale prevista su 287 decessi prima di poter trarre conclusioni su questo end point.
Non si sono osservate differenze statisticamente significative tra i gruppi nella qualità di vita sulla base di questionari validati come EORTC QLQ-C30 (European Organisation for Research and Treatment of Cancer Quality of Life Questionnaire) e EuroQoL EQ-5D.

Effetti indesiderati
Pazopanib presenta un profilo di effetti indesiderati simile a quello degli altri farmaci anti-angiogenetici inibitori multikinasici, in particolare ipertensione, trombosi arteriosa, cardiomiopatia, ritardata guarigione delle ferite, perforazioni intestinali e proteinuria12.
Negli studi pubblicati, il tasso di sospensioni del trattamento per tossicità intollerabile è stato del 19% con sunitinib in prima linea (vs 23% con interferone alfa)13; del 4% con sorafenib in seconda linea (vs 4% con placebo)8 e del 14% con pazopanib (vs 3% con placebo)11.
Nello studio registrativo, pazopanib ha causato eventi avversi cardiovascolari attesi in base al suo meccanismo d’azione, comprendenti ipertensione arteriosa (40% vs 10% con placebo), emorragie (11% vs 6%), infarto miocardico o cardiopatia ischemica (3% vs 0%), ictus (2% vs 0%)1. Un prolungamento del QT di almeno 500 ms si è verificato nell’1% dei pazienti (con 2 casi di torsione di punta) trattati con pazopanib contro nessuno di quelli trattati con placebo3. L’astenia ha avuto una incidenza del 19% contro l’8% osservato con placebo. Gli effetti indesiderati gastrointestinali sono consistiti in diarrea (52% vs 9% con placebo), nausea (26% vs 9%), vomito (21% vs 8%), anoressia (22% vs 10%); nel gruppo pazopanib si sono registrati 3 casi di perforazione intestinale o fistola gastrointestinale (1%) contro nessuno nel gruppo placebo1.
L’incidenza di eritrodisestesia palmo-plantare è stata del 6% (vs 1% con placebo); un cambiamento del colore dei capelli si è verificato nel 38% dei pazienti trattati con pazopanib (vs 3% di quelli trattati con placebo).
Aumenti dell’alanina aminotransferasi, ALT (53% vs 22%), dell’aspartato amino transaminasi, AST (53% vs 19%) e iperbilirubinemia (3% vs <1%) sono state le alterazioni più comuni degli esami di laboratorio. Un incremento del'ALT 3 volte superiore il limite massimo di normalità si è verificato in 52 pazienti (18%) e in 45 si è normalizzato alla riduzione della dose o alla sospensione del trattamento.
Le anormalità ematologiche sono consistite principalmente in leucopenia (2%), neutropenia (3%) e trombocitopenia (4%)3.
Altri eventi avversi comuni agli inibitori della tirosin-kinasi sono stati proteinuria (7%) e ipotiroidismo (4%)3.
Nel gruppo pazopanib ci sono stati 4 decessi considerati attribuibili al farmaco: un ictus ischemico, una emorragia gastrointestinale, una perforazione intestinale, una insufficienza epatica1.

Controindicazioni
Pazopanoib è controindicato nei pazienti con insufficienza epatica grave3.

Dosaggio: La dose raccomandata è di 800 mg una volta al giorno.

Costo

 

Farmaco
Dosaggio
Costo per 24 settimane €
Pazopanib
800 mg una volta al giorno
17.445 (in caso di fallimento terapeutico entro o immediatamente dopo le 24 settimane di terapia è previsto il rimborso del farmaco utilizzato)
Sunitinib
50 mg una volta al giorno per 4 settimane, seguiti da 2 settimane di sospensione
15.991 (considerando la gratuità di una confezione per ogni nuovo paziente)
Sorafenib
400 mg 2 volte al giorno
15.647 (considerando lo sconto 50% per i primi 3 mesi di terapia )

 

Pazopanib è il terzo inibitore multikinasico orale indicato nel trattamento del carcinoma renale avanzato. In prima linea e nei pazienti in progressione dopo interferone alfa, il farmaco aumenta il tasso di risposta oggettiva rispetto al placebo, ma dalle analisi preliminari non si evince un miglioramento della sopravvivenza totale e della qualità di vita. Ad un confronto indiretto non sembrano sussistere differenze con sunitinib e sorafenib in termini di efficacia e tollerabilità. Lo studio in corso di “non inferiorità” con sunitinib difficilmente consentirà di definire meglio il suo ruolo in terapia.

Bibliografia
1. European Medicines Agency. European Public Assessment report for pazopanib (Votrient). EMEA/H/C/001141. 14 June 2010. www.ema.europa.eu.
2. Faivre S et al. Molecular basis for sunitinib efficacy and future clinical development. Nat Rev Drug Discov 2007; 6:734-45.
3. Votrient. Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP).
4. Escudier B, Katana V; ESMO Guidelines Working Group. Renal cell carcinoma: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up. Ann Oncol 2010; 21 Suppl. 5:v137-9.
5. Gore ME et al. Safety and efficacy of sunitinib for metastatic renal-cell carcinoma: an expanded access trial. Lancet Oncol 2009; 10:757-63.
6. Motzer RJ et al. Sunitinib versus interferon alfa in metastatic renal-cell carcinoma. N Engl J Med 2007; 356:115-24.
7. Escudier B et al. Cytokines in metastatic renal cell carcinomas: is it useful to switch to interleukin-2 or interferon alpha after failure of a first treatment? Group Francais d’Immunothèrape. J Clin Oncol 1999; 17:2039-43.
8. Escudier B et al. Sorafenib in advanced clear-cell renal-cell carcinoma. N Engl J Med 2007; 356:125-34.
9. National Institute for Health and Clinical Excellence, 2009. Sunitinib for the first-line treatment of advanced and/or metastatic renal cell carcinoma. NICE technology appraisal guidance 178. www.nice.org.uk.
10. Pazopanib versus sunitinib in the treatment of locally advanced and/or metastatic renal cell carcinoma (COMPARZ). http://clinicaltrials.com.
11. Sternberg CN et al. Pazopanib in locally advanced or metastatic renal cell carcinoma: results of a randomized phase III trial. J Clin Oncol 2010; 28:1061-8.
12. Chen HX and Cleck JN. Adverse effects of anticancer agents that target the VEGF pathway. Nat Rev Clin Oncol 2009; 6:465-77.
13. Motzer RJ et al. Overall survival and updated results for sunitinib compared with interferon alfa in patients with metastatic real cell carcinoma. J Clin Oncol 2009; 27:3584-90.

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Data di redazione 04/2012

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