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  • Data di pubblicazione

Conbriza    Wyeth Europa Ltd
 

28 compresse 20 mg € 32,95

Classe A del PTN
 

Indicazioni registrate: Trattamento dell’osteoporosi post-menopausale in donne con aumentato rischio di fratture. E’ stata dimostrata una significativa riduzione nell’incidenza delle fratture vertebrali; non è stata stabilita l’efficacia sulle fratture dell’anca.

Proprietà farmacologiche
Il bazedoxifene è un modulatore selettivo dei recettori per gli estrogeni (SERM), registrato con procedura centralizzata europea nel trattamento dell’osteoporosi post-menopausale in donne con aumentato rischio di fratture1.
Come il raloxifene, il bazedoxifene agisce come agonista e/o antagonista recettoriale a seconda del tipo di cellula e tessuto. I suoi effetti sono simil-estrogenici a livello dell’osso (riduzione dei marcatori biochimici del turnover osseo e del riassorbimento) e fegato (riduzione di colesterolo LDL e lipoproteine) e anti-estrogenici su endometrio e mammella.
Somministrato per via orale, il bazedoxifene ha una bassa biodisponibilità (7-16%) a causa di un metabolismo di primo passaggio epatico. Raggiunge livelli plasmatici massimi in circa 2 ore e concentrazioni di steady-state dalla seconda settimana di assunzione giornaliera. Dopo metabolizzazione a livello epatico (glucuronazione), viene eliminato pressoché totalmente sotto forma di metaboliti con la bile e le feci, in misura minima con le urine (1%)1. Ha una emivita di circa 30 ore1,2.  

Efficacia clinica
L’efficacia del bazedoxifene nel trattamento dell’osteoporosi è stata valutata in uno studio clinico multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, verso placebo e con controllo attivo, della durata di 3 anni1,3. Il protocollo originario che prevedeva l’inclusione di donne osteoporotiche in postmenopausa con almeno una frattura vertebrale asintomatica (morfometrica) lieve (secondo un criterio semiquantitativo), ha subito un emendamento (di 5 totali) che ha esteso l’arruolamento alle donne senza fratture con T-score tra -2,5 e -4 alle vertebre lombari (LS) o al collo del femore (FN)1. Nello studio, 7.492 donne, con età media di 66 anni e un tempo medio di 19,5 anni dall’inizio della menopausa, sono state randomizzate a bazedoxifene 20 mg e 40 mg/die, raloxifene 60 mg/die e placebo. Il 56% delle partecipanti presentava una frattura vertebrale, mentre il T-score medio al basale per LS e FN era rispettivamente -2,4 e -1,7. Tutte le pazienti assumevano ogni giorno 1.200 mg di calcio elementare e 400 UI di vitamina D.
Dopo 3 anni, l’incidenza cumulativa di nuove fratture vertebrali documentate radiograficamente (misura di esito principale) è risultata più bassa con bazedoxifene 20 mg e 40 mg (2,3% e 2,5%) e raloxifene 60 mg (2,3%) rispetto a quanto rilevato con placebo (4,1%), mentre non vi è stata nessuna differenza nelle fratture cliniche. La differenza con placebo dei due trattamenti attivi è risultata statisticamente significativa solo nel sottogruppo di pazienti con almeno una frattura al baseline (2,6%, 2,8% e 2,7% vs. 4,8%).
L’incidenza di fratture non vertebrali (end point secondario) è stata simile tra i gruppi trattati con bazedoxifene 20 mg e 40 mg (4,7% e 4,5%), raloxifene 60 mg (4,8%) e placebo (5,2%)1. In una analisi post-hoc condotta su un sottogruppo di donne ad alto rischio di fratture non vertebrali (T-score per FN <-3), il rischio relativo di fratture non vertebrali è diminuito all’aumentare delle probabilità di frattura. A 3 anni, l’aumento di densità minerale ossea (BMD) a livello delle vertebre lombari (end point secondario) è stato maggiore con bazedoxifene 20 mg e 40 mg (1,3% e 2,1%) rispetto a placebo (0,4%).
Un altro studio randomizzato, definito “di prevenzione” dell’osteoporosi, realizzato su 1.583 donne in postmenopausa (età media 58 anni; media di 11 anni dall’inizio della menopausa), ha confrontato gli effetti sulla BMD di bazedoxifene (10, 20 e 40 mg al giorno), raloxifene (60 mg al giorno) e placebo per un periodo massimo di 2 anni1. Tutte le partecipanti presentavano un T-score basale a livello LS o FN compreso tra -1 e -2,5 e assumevano da 600 a 1.200 mg di calcio al giorno. Nelle pazienti trattate con bazedoxifene e raloxifene, la BMD a livello vertebrale e femorale è rimasta invariata, mentre nelle donne trattate con placebo si è osservata una perdita ossea significativa. La differenza di BMD nel tratto lombare della colonna tra bazedoxifene 20 mg e raloxifene e placebo è stata significativa a 6 mesi e si è mantenuta a 2 anni (rispettivamente 1,4% e 1,5%)1. Il trattamento con bazedoxifene e con raloxifene ha determinato anche una significativa riduzione dei marcatori sierici di riassorbimento osseo (C-telopeptide) e di formazione ossea (osteocalcina) rispetto al placebo4.  

Effetti indesiderati
Le pazienti trattate con la dose registrata di bazedoxifene (20 mg/die) sono state 1.886 nello studio della durata di 3 anni e 322 nello studio di 2 anni. Le reazioni avverse che hanno avuto una incidenza statisticamente superiore al placebo con entrambi i SERM sono state le vampate di calore (14% con bazedoxifene e 13% con raloxifene vs 7% con placebo) e gli spasmi muscolari, inclusi i crampi alle gambe (11% e 11% vs 8% con placebo). Solo nell’1% delle pazienti questi effetti indesiderati sono stati di intensità tale da portare all’interruzione del trattamento1. Eventi avversi che hanno interessato una percentuale compresa tra l’1% e il 10% delle pazienti sono consistiti in reazioni di ipersensibilità, orticaria, sonnolenza, secchezza della bocca, edemi periferici.
Nello studio di maggiori dimensioni e durata, il numero complessivo di eventi tromboembolici (trombosi venosa profonda, embolia polmonare e trombosi venosa retinica) è stato basso, ma il rischio è risultato superiore con bazedoxifene. Dei 52 casi totali (compresi i 15 associati a bazedoxifene 40 mg), 16 sono stati rilevati nel gruppo bazedoxifene 20 mg (0,7%), 11 nel gruppo raloxifene (0,5%) e 10 nel gruppo placebo (0,5%)1. L’incidenza per 1.000 donne/anno durante il periodo di 3 anni è stata 3,2 nel gruppo bazedoxifene 20 mg e 1,7 nei gruppi raloxifene e placebo, pari ad un rischio relativo di 1,91. Il rischio relativo è diminuito nei 3 anni da 3 (1° anno) a 2,5 (2° anno) a 0,3 (3° anno). L’RCP sconsiglia l’uso di bazedoxifene nelle donne con fattori di rischio tromboembolico (es. età avanzata, obesità, immobilizzazione prolungata)2. Nei 3 anni, l’incidenza di eventi ischemici cerebrali è stata simile nei vari gruppi; i casi di ictus sono stati 2,6 per 1.000 donne/anno con bazedoxifene 20 mg e raloxifene e 3,0 per 1.000 donne/anno con placebo1. Lo studio è proseguito per altri 2 anni, con mantenimento del gruppo placebo, sospensione del braccio bazedoxifene 60 mg e passaggio progressivo dei pazienti trattati con 40 mg a 20 mg, per complessivi 3.146 pazienti5. I dati osservati nell’estensione a 5 anni confermano il profilo degli effetti indesiderati del farmaco.

Effetti sul turnover osseo e sull’istomorfometria ossea
Nello studio di 3 anni sono state effettuate 121 biopsie ossee ottenute dalla cresta iliaca (57 nei gruppi bazedoxifene 20 e 40 mg, 32 nel gruppo raloxifene e 32 nel gruppo placebo) dopo 24 o 36 mesi di trattamento1. La valutazione istologica delle biopsie ossee ha rivelato la formazione di normali ossa lamellari in tutti i soggetti trattati. Non c’è stata evidenza di osteomalacia, fibrosi peritrabecolare o midollare, tossicità cellulare o osso intrecciato (woven bone) in nessuno dei campioni esaminati1. La valutazione istomorfometrica ha mostrato una normale mineralizzazione come evidenziato dalla presenza di spessore normale dell’osteoide, normale tempo di mineralizzazione e tasso di apposizione minerale.

Effetti sull’utero e sul seno
Nello studio sul trattamento dell’osteoporosi, dopo 2 anni, l’ecografia transvaginale effettuata su 753 partecipanti ha mostrato variazioni minime nello spessore endometriale, senza differenza tra i gruppi1,6. A 3 anni è stato osservato un solo caso di iperplasia endometriale in ognuno dei gruppi, mentre i casi di cancro endometriale sono stati 1 con raloxifene e 3 con placebo1. L’incidenza di eventi avversi correlati al seno (compresa la dolorabilità al tatto) è risultata simile al placebo. Ci sono stati 5 casi di cancro nel gruppo bazedoxifene 20 mg (1,09 per 1.000), 7 casi nel gruppo raloxifene (1,55 per 1.000) e 8 casi nel gruppo placebo (1,74 per 1.000)1.

Effetti sul metabolismo dei lipidi
Dopo 3 anni di trattamento, bazedoxifene 20 mg e raloxifene si sono associati ad una riduzione del colesterolo LDL (-5,4 e -8,5% vs -1,6% con placebo) e ad un aumento del colesterolo HDL (+5,1% e +5,0% vs +2,5% con placebo). Le differenze sono state statisticamente significative rispetto al placebo. L’effetto sui trigliceridi è risultato invece simile al placebo6.

Dosaggio: una compressa al giorno, in qualsiasi momento della giornata.

Costo
Il trattamento con bazedoxifene (20 mg/die) ha un costo annuo di circa 430 euro. Un analogo trattamento con raloxifene (60 mg/die) ha un costo leggermente superiore, pari a 452 euro.

 

Bazedoxifene è il secondo modulatore dei recettori per gli estrogeni registrato nel trattamento dell’osteoporosi. Nell’unico studio disponibile, della durata di 3 anni, condotto in donne in postmenopausa, la sua capacità di ridurre l’incidenza di fratture si è limitata alle fratture asintomatiche vertebrali (morfometriche) e alle sole pazienti con una storia pregressa di fratture. L’efficacia preventiva è risultata sovrapponibile a quella del raloxifene (che fungeva da controllo attivo), mentre il profilo di sicurezza è sembrato meno favorevole. A fronte di una analoga tendenza ad aggravare i sintomi vasomotori menopausali (vampate di calore), bazedoxifene ha mostrato una maggiore propensione a causare eventi tromboembolici. Bazedoxifene si prefigura quindi come una brutta copia del raloxifene con un prezzo leggermente più basso.

Bibliografia
1. European Medicines Agency (EMA). CHMP Assessment Report for Conbriza. Procedure No. EMEA/H/C/913: 49 pages. 19 February 2009. www.emea.europa.eu.
2. Conbriza. Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP).
3. Silverman SL et al. Efficacy of bazedoxifene in reducing new vertebral fracture risk in postmenopausal women with osteoporosis: results from a 3-year, randomized, placebo-, and active-controlled clinical trial. J Bone Miner Res 2008; 23:1923-34.
4. Miller PD et al. Effects of bazedoxifene on BMD and bone turnover in postmenopausal women: 2-yr results of a randomized, double-blind, placebo-, and active-controlled study. J Bone Miner Res 2008; 23:525-35.
5. de Villiers TJ et al. Safety and tolerability of bazedoxifene in postmenopausal women with osteoporosis: results of a 5-year, randomized, placebo-controlled phase 3 trial. Osteoporosis Int 2011; 22:567-76.
6. Archer DF et al. Bazedoxifene, a selective estrogen receptor modulator: effects on the endometrium, ovaries, and breast from a randomized controlled trial in osteoporotic postmenopausal women. Menopause 2009; 16:1109-15.
7. Christiansen C et al. safety of bazedoxifene in a randomized, double-blind, placebo- and active-controlled phase 3 study of postmenopausal women with osteoporosis. BMC Musculoskelet Disord 2010; 11:130.

  Data di redazione 12/2010

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