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  • Data di pubblicazione

Orencia             Bristol Myers Squibb
 

250 mg polvere per soluzione e.v.
3 flaconcini + 3 siringhe

Conservare in frigorifero (2°C – 8°C)

€ 1.134,00
(prezzo ex-factory, IVA esclusa)

 

OSP2. Medicinale soggetto a prescrizione limitativa, utilizzabile in ambiente ospedaliero o in struttura assimilabile o in ambiente extra-ospedaliero, secondo le disposizioni delle Regioni o delle Province Autonome.

Indicazioni registrate: In combinazione col metotrexato per il trattamento dell’artrite reumatoide attiva da moderata a grave in pazienti adulti che hanno avuto una risposta insufficiente o una intolleranza ad altri farmaci antireumatici modificanti la malattia incluso almeno un inibitore del fattore di necrosi tumorale (TNF).

Proprietà farmacologiche
Abatacept è una proteina di fusione (prodotta con tecnologia del DNA ricombinante) che, modulando un segnale chiave di costimolazione necessario per la completa attivazione dei linfociti T, riduce la proliferazione delle cellule T e la produzione di citochine infiammatorie responsabili della sinovite e di altre manifestazioni dell’artrite reumatoide1.
Dopo infusioni endovenose multiple (giorni 1, 15, 30 e ogni 4 settimane a seguire), la farmacocinetica di abatacept mostra incrementi proporzionali alla dose di Cmax e dell’AUC. A 10 mg/kg, l’emivita terminale media è di 13 giorni (range 8-25 giorni)1. Dopo trattamento ripetuto continuo di 10 mg/kg ad intervalli mensili in pazienti affetti da artrite reumatoide non si è verificato nessun accumulo sistemico1.

Efficacia clinica
In uno studio in doppio cieco, 339 pazienti con artrite reumatoide attiva (di cui 93% sieropositivi e 3,5% già trattati con un inibitore del TNF) che continuavano la loro dose stabile di metotrexato (10-30 mg/settimana) sono stati randomizzati a ricevere infusioni di abatacept (2 mg/kg o 10 mg/kg) o di placebo nei giorni 1, 15 e 30, e successivamente una volta al mese per 6 mesi2. Dopo 6 mesi, un maggior numero di pazienti trattati con abatacept ha ottenuto una risposta ACR20 (principale criterio di valutazione di efficacia): 60,0% (10 mg/kg) e 41,9% (2 mg/kg) vs. 35,3% con placebo. A 12 mesi, i risultati sono stati simili, con differenze significative rispetto al placebo solo col dosaggio più alto: ACR20 62,6% (10 mg/kg) vs. 36,1% con placebo3.
Un secondo studio randomizzato, in doppio cieco (l’Abatacept in Inadequate responders to Methotrexate, AIM), condotto su 652 pazienti con artrite reumatoide attiva (81% sieropositivi) in trattamento con metotrexato (³15 mg/settimana), ha confrontato l’abatacept (10 mg/kg) con placebo, somministrati nei giorni 1, 15 e 29, in seguito mensilmente fino a 1 anno4. Soltanto uno dei pazienti arruolati era stato trattato in precedenza con un inibitore del TNF. A 6 mesi, le risposte ACR20 (un end point primario) sono state statisticamente a favore dell’abatacept (67,9% vs. 39,7%). Dopo12 mesi, abatacept ha indotto un miglioramento clinicamente significativo della funzionalità motoria [di almeno 0,3 unità dell’indice Health Assessment Questionnaire Disability Index (HAQ-DI), un’altra misura di esito primaria] rispetto al placebo (63,7% vs. 39,3%) e ha rallentato la progressione radiografica del danno (misurata come variazione mediana del punteggio modificato secondo Genant relativo all’erosione articolare, un terzo end point primario; 0,0 vs. 0,27). Dopo 12 mesi, 539 pazienti hanno preso parte all’estensione dello studio in aperto5. A 24 mesi, la variazione del punteggio relativo all’erosione articolare rispetto al valore iniziale è risultata minore nei pazienti che hanno proseguito il trattamento con abatacept rispetto a quelli spostati da placebo ad abatacept (0,84 vs. 1,48 unità; non riportato il valore di p)5.
In un altro studio in doppio cieco (ATTAIN: Abatacept Trial in Treat-ment of Anti-TNF INadequate responders), 393 pazienti con artrite reumatoide attiva (73% sieropositivi) nonostante il trattamento orale con un DMARD e con risposta inadeguata ad etanercept o infliximab somministrati per almeno 3 mesi, sono stati randomizzati a ricevere abatacept (10 mg/kg) o  placebo nei giorni 1, 15 e 29, quindi a cadenza mensile per 6 mesi6. A 6 mesi, abatacept si è dimostrato statisticamente superiore al placebo nelle due misure di esito primarie; risposta ACR20 (50,4% vs. 19,5%) e miglioramento dell’indice HAQ-DI ³ 0,3 unità (47,3% vs. 23,3%). Dei 317 pazienti (218 del gruppo abatacept e 99 del gruppo placebo) che avevano partecipato all’estensione di 18 mesi dello studio, 222 (70%) lo hanno portato a termine7. Dopo 2 anni, la risposta ACR20 è stata del 59,4% nei pazienti trattati con abatacept e del 56,2% in quelli spostati da placebo ad abatacept, mentre la risposta HAQ-DI pari rispettivamente a 54,4% e 47,9%7.
In un quarto studio in doppio cieco, 431 pazienti con risposta insufficiente al metotrexato non trattati in precedenza con un inibitore del TNF, sono stati randomizzati ad abatacept (10 mg/kg ogni 4 settimane), infliximab (3 mg/kg ogni 8 settimane) o a placebo (ogni 4 settimane) per 6 mesi (continuando ad assumere metotrexato)8. L’obiettivo dello studio era quello di confrontare abatacept con placebo sull’attività della malattia valutata usando il punteggio DAS28 VES (Disease Activity Score 28); il miglioramento del DAS28 è risultato significativo rispetto al placebo (-2,53 vs. -1,48). L’infliximab  ha indotto una riduzione del DAS28 superiore al placebo, analoga quella ottenuta con abatacept (-2,25).  Lo studio non era abbastanza potente per dimostrare una superiorità o non-inferiorità di abatacept rispetto a infliximab.
Di fatto, dei quattro studi, l’unico condotto in pazienti con risposta insufficiente agli inibitori del TNF (in conformità con le indicazioni registrate) è stato l’ATTAIN 6; gli altri tre studi non hanno arruolato nessun paziente con tali caratteristiche o ne hanno arruolato un numero estremamente ridotto2,4,7. In nessuno degli studi, sono stati riportati separatamente i risultati ottenuti nei pazienti sieronegativi per il fattore reumatoide.

Effetti indesiderati
Negli studi clinici, gli effetti indesiderati hanno interessato complessivamente il 52,2% dei pazienti trattati con abatacept e il 46,1% di quelli trattati con placebo1.
Nello studio AIM, le reazioni acute associate all’infusione (entro 1 ora dall’inizio) e quelle peri-infusionali (entro 24 ore) sono risultate più frequenti con abatacept rispetto a placebo: rispettivamente 8,8% vs. 4,1%  e 24,5% vs. 16,9%4. Nello studio ATTAIN, l’incidenza delle reazioni acute associate all’infusione è stata simile (5% vs. 3% con placebo)6.
Nel primo studio, sono state rilevate 3 infezioni gravi: una in un paziente trattato con abatacept a dosaggio ridotto (2 mg/kg) e due con placebo2,3. Nello studio AIM, l’incidenza delle infezioni gravi   (compresa la morte di un paziente per aspergillosi polmonare) è stata del 2,5% contro 0,9% con placebo4. Nell’estensione dello studio ATTAIN, la polmonite è stata l’infezione grave più comune (con un’incidenza superiore allo 0,5%) e in tre casi ha richiesto l’interruzione della terapia3. La scheda tecnica riporta che sono state segnalate infezioni gravi con l’uso di abatacept e che il trattamento non deve essere iniziato in pazienti con infezioni attive1.
Secondo la scheda tecnica, il 2,8% dei pazienti trattati fino a 3 anni con abatacept ha sviluppato anticorpi contro il farmaco1. Non vi era alcuna apparente correlazione con la risposta clinica o gli effetti indesiderati, ma il numero dei pazienti era troppo limitato per consentire valutazioni  definitive1.
Con abatacept, gli effetti indesiderati più frequenti sono il mal di testa (³10% dei pazienti) e la nausea (1-10%)1. Altri effetti indesiderati aventi una incidenza compresa tra l’1% e il 10% comprendono ipertensione, alterazioni dei test di funzionalità epatica (incluso aumento delle transaminasi), capogiri, tosse, dolore addominale, diarrea, nausea, affaticamento, astenia e rash cutanei1. Eventi avversi non comuni (0,1-1%) sono ipotensione, tachicardia, trombocitopenia, parestesia, congiuntivite, vertigini, gastrite, artralgia, carcinoma basocellulare e depressione1.

Dosaggio: prima infusione endovenosa della durata di 30 minuti di 500 mg (<60kg),  750 mg (>60kg) e 1.000 mg (>100Kg), ripetuta dopo 2 e 4 settimane, successivamente ogni 4 settimane.

Costo
Il costo del primo anno di terapia con abatacept in un paziente con peso >60 kg (14 infusioni da 750 mg) è di 15.876 euro, rispetto ad un costo di 10.546 euro con rituximab (2 infusioni da 1.000 mg). Negli anni successivi, il numero di infusioni si riduce a 13 e il costo scende a 14.742 €. Il calcolo è stato effettuato sul prezzo ex-factory; non sono state considerate le manovre di contenimento della spesa (5%+5% del prezzo) e lo sconto del 6% previsto dalla procedura negoziale per le forniture alle strutture pubbliche del SSN.
 

Nei pazienti adulti affetti da artrite reumatoide grave che hanno mostrato una risposta inadeguata o intolleranza ad altri DMARD, tra cui almeno un inibitore del TNF, il rituximab, associato al metotrexato, rappresenta il farmaco di riferimento. Questo approccio sembra avere un rapporto costo/efficacia più favorevole rispetto all’utilizzo di un secondo inibitore del TNF. Abatacept, in virtù di un diverso meccanismo d’azione (blocco della co-stimolazione delle cellule T) si propone come alternativa al rituximab, ma non presenta vantaggi dimostrati ed è più costoso. Anche se ne è stato proposto l’impiego nei pazienti sieronegativi al fattore reumatoide, o come ultima opzione (al posto dei corticosteroidi ad alte dosi), la sua efficacia in queste condizioni non è documentata.
Bibliografia
1. Orencia. Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.
2. Kremer JM et al. Treatment of rheumatoid arthritis by selective inhibition of T-cell activation with fusion protein CTLA4Ig. N Engl J Med 2003; 349: 1907–15.
3. Kremer JM et al. Treatment of rheumatoid arthritis with the selective costimulation modulator abatacept: twelve-month results of a phase IIb, double-blind, randomized, placebo-controlled trial. Arthritis Rheum 2005; 52: 2263-71.
4. Kremer JM et al. Effects of abatacept in patients with methotrexate-resistant active rheumatoid arthritis: a randomized trial. Ann Intern Med 2006; 144:865–76.
5. Genant HK et al. Abatacept inhibits structural damage progression in rheumatoid arthritis: results from the long-term extension of the AIM trial. Ann Rheum Dis 2007; doi:10.1136/ard.2007.085084.
6. Genovese MC et al. Abatacept for rheumatoid arthritis refractory to tumor necrosis factor α inhibition. N Engl J Med 2005; 353: 1114-23.
7.  Genovese MC et al. Efficacy and safety of the selective co-stimulation modulator adapacept following 2 years of treatment in patients with rheumatoid arthritis ad an inadequate response to anti-tumor necrosis factor therapy. Ann Rheum Dis 2008; 67:547-54.
8. Schiff M et al. Efficacy and safety of abatacept or infliximab vs placebo in ATTEST: a phase III, multi-centre, randomised, double-blind, placebocontrolled study in patients with rheumatoid arthritis and an inadeguate response to methotrexate. Ann Rheum Dis 2008; 67: 1096-103.

Data di redazione 10/2008

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