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Januvia MSD
Xelevia Gentili
| 28 compresse 100 mg |
€ 77,80
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Indicazioni registrate: pazienti con diabete di tipo 2 per migliorare il controllo glicemico in associazione con metformina o un agonista PPAR (glitazone) quando appropriato, quando dieta ed esercizio fisico più metformina o un agonista PPAR non forniscono un controllo adeguato della glicemia.
Proprietà farmacologiche
Sitagliptin è un inibitore della dipeptidil peptidasi 4 (DPP-4), l’enzima responsabile della idrolisi e degradazione delle incretine. Le incretine, tra cui il peptide-1 glucagone simile (GLP-1) e il peptide insulinotropo glucosio-dipendente (GIP), sono ormoni endogeni coinvolti nella regolazione fisiologica dell’omeostasi del glucosio che vengono rilasciati dall’intestino tenue durante il giorno e aumentano dopo un pasto1. Quando la glicemia è normale o elevata, GLP-1 e GIP stimolano la sintesi e il rilascio di insulina da parte delle cellule beta del pancreas e riducono la secrezione di glucagone, con conseguente diminuzione della glicemia.
Dopo somministrazione orale, il sitagliptin viene assorbito rapidamente; il picco dei livelli ematici viene raggiunto in 1-4 ore. Viene eliminato per il 79% immodificato nelle urine e in minima parte con le feci1. Una singola dose di 100 mg inibisce l’attività della DPP-4 per un periodo di 24 ore e aumenta di circa 2-3 volte i livelli plasmatici di PGLP-1 e GIP rilasciati dopo un pasto2.
Efficacia clinica
Monoterapia
Verso placebo. In due studi randomizzati, in doppio cieco, della durata di 18 settimane (n=521) e 24 settimane (n=741), condotti su pazienti con diabete di tipo 2 non controllati dalla dieta e dall’esercizio fisico, il sitagliptin, al dosaggio di 100 mg al giorno, ha prodotto una riduzione statisticamente significativa dell’HbA1c rispetto al placebo (-0,60% e -0,79%)3,4. Queste riduzioni dell’emoglobina glicosilata sono modeste e inferiori a quelle generalmente attese con la metformina (-1,5%), le sulfaniluree (-1,5%) e i glitazoni (-0,5-1,4%)5.
Verso altri ipoglicemizzanti. Uno studio randomizzato, in doppio cieco, della durata di 24 settimane, realizzato su 1.091 pazienti diabetici di tipo 2 con HbA1c media di 8,8%, ha confrontato sitagliptin (100 mg/die) con metformina (1.000 e 2.000 mg/die) e con la loro associazione6. Livelli di emoglobina glicosilata inferiori al 7% sono stati raggiunti dal 9% dei pazienti trattati con placebo, dal 20% dei pazienti trattati con sitagliptin, dal 23% e 38% di quelli trattati con metformina (1.000 mg e 2.000 mg ), dal 43% e 66% di quelli trattati con la combinazione sitagliptin + metformina.
Terapia di associazione
Verso placebo. In uno studio in doppio cieco, 701 pazienti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllati con almeno 1.500 mg/die di metformina (HbA1c media 8%) sono stati randomizzati in rapporto 2:1 a sitagliptin 100 mg in monosomministrazione giornaliera o a placebo7. Dopo 24 settimane, sitagliptin ha ridotto l’HbA1c dello 0,65% verso placebo e una percentuale più alta di pazienti ha raggiunto l’obiettivo di HbA1c <7% (47% vs. 18,3%). In un altro studio avente la stessa impostazione (n=190), dopo 30 settimane, a raggiungere una HbA1c <7% è stato un maggior numero di pazienti trattati con sitagliptin (100 mg/die) rispetto a quelli trattati con placebo (22,1% vs. 3,3%)8.
In un terzo trial condotto su 441 pazienti con diabete di tipo 2 non controllato da glimepride (n=212, ³4mg/die) o dall’associazione (n=229) tra glimepride (³4mg/die) e metformina (³1.500 mg/die), l’aggiunta di sitagliptin (100 mg/die) ha diminuito l’HbA1c dello 0,74% verso placebo al termine delle 24 settimane di trattamento9.
In uno studio della durata di 24 settimane, 353 pazienti non adeguatamente controllati da pioglitazone (30-45 mg/die) sono stati randomizzati a sitagliptin (100 mg/die) o a placebo. L’aggiunta di sitagliptin ha determinato una riduzione media dell’HbA1c dello 0,85% contro una riduzione dello 0,15% con placebo; al termine dello studio il 45% dei pazienti trattati con sitagliptin aveva una HbA1c <7% contro 23% con placebo10.
Verso altri ipoglicemizzanti. In un trial randomizzato, in doppio cieco, sitagliptin (100 mg/die) si è dimostrato “non inferiore” a glipizide (titolata da 5 a 20 mg/die) in 1.172 diabetici non adeguatamente controllati (HbA1c media 7,5%) con la sola metformina (³ 1.500 mg/die)11. Dopo 52 settimane di trattamento, l’emoglobina glicosilata si è ridotta dello 0,67% rispetto ai valori basali e nel 60% circa dei pazienti di entrambi i gruppi è scesa sotto il 7%. Il dosaggio medio di glipizide utilizzato nel gruppo di confronto è stato di 10 mg al giorno; solo il 22% ha assunto la dose massima di 20 mg; il 42% è stato trattato con meno di 10 mg/die. La percentuale di sospensione del trattamento per inefficacia è stata più alta nei pazienti trattati con sitagliptin (15% vs. 10%)11.
Effetti indesiderati
Sul breve termine, il principale effetto indesiderato dell’exenatide, il primo incretinomimetico commercializzato, è la nausea. Bloccando il catabolismo delle incretine, sitagliptin provoca comunemente questo evento avverso1. Negli studi in cui sitagliptin è stato associato ad un altro ipoglicemizante orale l’incidenza di ipoglicemia è risultata più alta rispetto al placebo (1,2% vs. 0.9%, + metformina o + glitazone)1, (12% vs. 2%, + glimepiride o glimepiride + metformina)9; nello studio di confronto con glipizide, l’ipoglicemia è stata più bassa (5% vs. 32%)11. Il trattamento con sitagliptin non ha effetti sul peso corporeo; nello studio di confronto, sitagliptin ha prodotto una riduzione media del peso di 1,5 kg rispetto ad un aumento di 1,1 kg osservato nei pazienti trattati con glipizide11.
In termini di sicurezza a lungo termine, l’incognita maggiore riguarda il fatto che oltre alle incretine, molti altri peptidi dotati di attività immunologica, tra cui i neuropeptidi e le citochine, vengono clivati dalla DPP-412. Non è noto se l’inibizione di queste attività possa avere effetti negativi nell’uomo. Negli animali, sitagliptin, ad alte dosi, è stato associato ad un aumento dei carcinomi epatici e a disturbi neuro-muscolari1.
Dosaggio
100 mg al giorno in monosomministrazione.
Costi
Un anno di trattamento con sitagliptin al dosaggio di 100 mg al giorno ha un costo di 1.014 euro, da 10 a 15 volte superiore a quello con una sulfanilurea: 102 ? con glipizide (Minidiab, 10 mg al giorno) e 67 euro con glimepiride (Amaryl e generici, 4 mg al giorno).
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Data di redazione 04/2008