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Popolazioni e problemi: una guida al loro riconoscimento
1. Su una popolazione che rappresenta circa il 12% di quella nazionale, una stima (molto conservativa!) di coloro che sono portatori di BPCO definisce una popolazione di circa 125.000 persone con una marginale maggiore prevalenza di maschi, una dominanza (70%) di individui > o = 65 anni, ed una concomitante presenza di altre condizioni cliniche nel 68% dei casi: ciò significa che solo in un terzo dell'universo della popolazione, la BPCO non è accompagnata da altre condizioni croniche (Figura1; Tabella 1).
– sia per quanto riguarda un problema-patologia come la depressione, di cui non è atteso né ragionevolmente prevedibile un impatto, almeno diretto, sulla mortalità (Figura 4a e b);
4.1. Il "placebo" continua ad essere il trattamento di riferimento, nonostante tutte le raccomandazioni di trattamenti "evidence based".
4.2. La decisione potrebbe essere ragionevole ed "etica", visto che anche i "migliori" trattamenti (dai più innovativi ai "vecchi" fluidificanti, ritornati alla ribalta con un commento editoriale beneaugurante, da parte di uno degli autori più presenti nella letteratura di questo settore)3 differiscono dal placebo solo per end-point "surrogati", sostanzialmente "esacerbazioni" (la cui diminuzione è solidamente significativa in termini di risk-ratio, es. 0,75 nel primo trial della tabella, ma clinicamente non particolarmente impressionante: un paziente ha in media 1 esacerbazione se riceve placebo, 1,3 se è massimamente e cronicamente trattato).
4.3. Le popolazioni, che pure arrivano ad includere (piccole?) frazioni che raggiungono gli 80 anni, assomigliano decisamente poco a quelle della epidemiologia delle prescrizioni, sia per co-morbidità, che per gravità.
4.4. Di fronte a costi da tutti riconosciuti come molto alti (e tali da rendere questo trattamento totalmente inaccessibile al di fuori di un SSN), e agli allarmi crescenti sul ruolo protagonista di questa patologia nel "carico" di morbi-mortalità globale, non c'è traccia di un trattamento (farmacologico? Con strategie combinate di riabilitazione?) che riduce la mortalità.
5. Che cosa aspetta il SSN a dedicare obbligatoriamente una frazione di quello che spende in rimborsabilità a trial "veri", di salute pubblica? O/E la stessa domanda (vedi Editoriale IsF, 1/2008) è anzitutto da rivolgere a coloro che assistono-prescrivono, ben sapendo (dagli editoriali "autorevoli", non solo da bollettini indipendenti) che la strada è da fare?
Bibliografia
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12. Calverley PM et al. Combined salmeterol and fluticasone in the treatment of chronic obstructive pulmonary disease: a randomized controlled trial. Lancet 2003;361:449-56.
Informazioni sui Farmaci, Anno 2008, n. 2