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  • Data di pubblicazione

Exjade                Novartis
 

28 compresse 125 mg
28 compresse 250 mg
28 compresse 500 mg
€ 164,26
€ 328,51
€ 657,02

(prezzi ex-factory, IVA esclusa)

 

Indicazioni registrate: Trattamento del sovraccarico cronico di ferro dovuto a frequenti emotrasfusioni (> 7ml/kg/mese di globuli rossi concentrati) in pazienti con beta talassemia major di età > 6 anni.
Trattamento del sovraccarico cronico di ferro dovuto a emotrasfusioni quando la terapia con deferoxamina è controindicata o inadeguata nei seguenti gruppi di pazienti: pazienti con altre anemia; di età compresa tra 2 e 5 anni; con beta talassemia major con sovraccarico di ferro dovuto a emotrasfusioni non frequenti (< 7ml/kg/mese di globuli rossi concentrati).

Classe H. OSP-2. Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile solo in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile o in ambito extra-ospedaliero secondo le disposizioni delle regioni e delle provincie autonome.

Proprietà farmacologiche
Il deferasirox è un agente chelante tridentato (due molecole di deferasirox legate ad un atomo di ferro) altamente selettivo per il ferro, in un rapporto 2:11. Somministrato per via orale, si lega estesamente alle proteine plasmatiche (99%), con uno scarso volume di distribuzione. Metabolizzato tramite glucuronazione, subisce un successivo ricircolo enteroepatico (previa deconiugazione dei glucuronidati) e viene eliminato (insieme al ferro) per via biliare e fecale1.

Efficacia clinica
Il sovraccarico di ferro è una complicanza a lungo termine della terapia trasfusionale in pazienti con beta-talassemia, anemia drepanocitica (a cellule falciformi) e sindrome mielodisplastica, che può determinare danni a carico del fegato, del pancreas e di altri organi endocrini e del cuore. Un danno cardiaco può causare aritmie, scompenso e morte2. La deferoxamina (Desferal) rappresenta il farmaco di riferimento, ma richiede una somministrazione parenterale; a seconda del sovraccarico, viene infuso per via endovenosa o sottocutanea nell’arco di 8-12 ore per 5-7 notti alla settimana. Il deferiprone (Ferriprox) è un chelante orale del ferro approvato in seconda linea. 
Lo studio principale, randomizzato, in aperto, di "non inferiorità", della durata di un anno, condotto su 586 pazienti (di età superiore a 2 anni) affetti da beta-talassemia ed emosiderosi, ha confrontato il deferasirox (5, 10, 20 o 30 mg/kg/die) con la deferoxamina sottocute (20-30 mg/kg/die 5 volte alla settimana)3. L’efficacia è stata valutata in termini di riduzione della concentrazione epatica di ferro (LIC- Liver Iron Concentration) misurata tramite biopsia o SQUID (magnetic Susceptometry by superconducting QUantum Interference Device). L’analisi svolta su tutti i pazienti non ha dimostrato la “non inferiorità”del deferasirox rispetto alla deferoxamina. Nel sottogruppo dei pazienti trattati con le dosi più alte (20 e 30 mg/kg/die), il deferasirox ha raggiunto percentuali di successo simili a quelle della deferoxamina e non si può escludere che l’efficacia complessiva sia stata sottostimata per una posologia insufficiente nei gruppi trattati con 5 e 10mg/kg/die; il sottogruppo non era stato, però, specificato a priori e l’analisi per sottogruppi può avere solo un valore speculativo.
In uno studio non controllato di fase II,  realizzato su 85 pazienti con beta-talassemia e 99 con altre anemie rare (45 con sindrome mielodisplastica), non responsivi a deferoxamina, si è ottenuta una riduzione del 50% della concentrazione epatica di ferro solo nei pazienti trattati con i dosaggi più elevati di deferasirox, ma non nella popolazione globale4.

Effetti indesiderati
Nello studio comparativo, il profilo di tollerabilità del deferasirox è risultato peggiore rispetto alla deferoxamina. Gli effetti indesiderati più comuni hanno interessato l’apparato gastrointestinale e la cute: dolore addominale (13,9 vs. 9,7%), diarrea (11,8% vs. 7,2%), nausea (10,5 % vs. 4,8%), rash (8,4% vs. 3,1%)4. I problemi epato-biliari sono stati anch’essi più frequenti con deferasirox: aumento delle transaminasi (2,0% vs. 0,3%), calcoli biliari (1,7% vs. 0,7%), epatite (0,7% vs. 0%).  Più dell’11% dei pazienti, contro nessuno del gruppo deferoxamina, ha presentato un aumento della creatinina, spesso accompagnato da proteinuria4; segnalazioni post-marketing hanno riportato casi di insufficienza renale grave4. Come con altri trattamenti chelanti del ferro, sono stati osservati casi di ipoacusia e opacità del cristallino (cataratta precoce).

Dosaggio
Da 10 a 30mg/kg/die.

Costi
In un paziente di 70 kg, il costo di un trattamento mensile con deferoxamina (40 mg/kg per 5 giorni la settimana), esclusi i costi aggiuntivi (es. pompa portatile per infusione s.c.) è di 350 euro. Un analogo trattamento con deferasirox, al dosaggio di 30/mg/kg/die, è di 2.850 euro, 5 volte superiore a quello del deferiprone (75 mg/kg/die), di 530 euro.

 

Il deferasirox è un chelante orale del ferro. Ad oggi, la deferoxamina rappresenta il farmaco di riferimento nel trattamento del sovraccarico cronico di ferro dovuto a frequenti emotrasfusioni. Sulla base delle limitate evidenze disponibili, il deferasirox potrebbe essere utile nei pazienti che non tollerano la deferoxamina o rifiutano l’infusione, ma la mancanza di dati comparativi non permette di stabilire un suo ruolo rispetto al deferiprone, anch’esso utilizzabile per via orale e molto più economico. Inoltre, segnalazioni post marketing hanno riportato casi di insufficienza renale grave.
Bibliografia
1. Exjade. Riassunto delle caratteristiche del prodotto.
2. Deferasirox: un nuovo chelante del ferro. The Medical Letter 2006; XXXV:47-8.
3. Cappellini MD et al.  A phase 3 study of deferasirox (ICL670), a once-daily oral iron chelator, in patients with β-thalassemia. Blood 2006;  107:3455-62.
4. EMEA. European Public Assessment Report (EPAR). Exjade. Scientific Discussion. www.emea.europa.eu/humandocs/EPAR/exjade/H-670.htm

 Data di redazione 12/2007

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