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Classe H. OSP-2. Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile solo in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile o in ambito extra-ospedaliero secondo le disposizioni delle regioni e delle provincie autonome.
Proprietà farmacologiche
Il deferasirox è un agente chelante tridentato (due molecole di deferasirox legate ad un atomo di ferro) altamente selettivo per il ferro, in un rapporto 2:11. Somministrato per via orale, si lega estesamente alle proteine plasmatiche (99%), con uno scarso volume di distribuzione. Metabolizzato tramite glucuronazione, subisce un successivo ricircolo enteroepatico (previa deconiugazione dei glucuronidati) e viene eliminato (insieme al ferro) per via biliare e fecale1.
Efficacia clinica
Il sovraccarico di ferro è una complicanza a lungo termine della terapia trasfusionale in pazienti con beta-talassemia, anemia drepanocitica (a cellule falciformi) e sindrome mielodisplastica, che può determinare danni a carico del fegato, del pancreas e di altri organi endocrini e del cuore. Un danno cardiaco può causare aritmie, scompenso e morte2. La deferoxamina (Desferal) rappresenta il farmaco di riferimento, ma richiede una somministrazione parenterale; a seconda del sovraccarico, viene infuso per via endovenosa o sottocutanea nell’arco di 8-12 ore per 5-7 notti alla settimana. Il deferiprone (Ferriprox) è un chelante orale del ferro approvato in seconda linea.
Lo studio principale, randomizzato, in aperto, di "non inferiorità", della durata di un anno, condotto su 586 pazienti (di età superiore a 2 anni) affetti da beta-talassemia ed emosiderosi, ha confrontato il deferasirox (5, 10, 20 o 30 mg/kg/die) con la deferoxamina sottocute (20-30 mg/kg/die 5 volte alla settimana)3. L’efficacia è stata valutata in termini di riduzione della concentrazione epatica di ferro (LIC- Liver Iron Concentration) misurata tramite biopsia o SQUID (magnetic Susceptometry by superconducting QUantum Interference Device). L’analisi svolta su tutti i pazienti non ha dimostrato la “non inferiorità”del deferasirox rispetto alla deferoxamina. Nel sottogruppo dei pazienti trattati con le dosi più alte (20 e 30 mg/kg/die), il deferasirox ha raggiunto percentuali di successo simili a quelle della deferoxamina e non si può escludere che l’efficacia complessiva sia stata sottostimata per una posologia insufficiente nei gruppi trattati con 5 e 10mg/kg/die; il sottogruppo non era stato, però, specificato a priori e l’analisi per sottogruppi può avere solo un valore speculativo.
In uno studio non controllato di fase II, realizzato su 85 pazienti con beta-talassemia e 99 con altre anemie rare (45 con sindrome mielodisplastica), non responsivi a deferoxamina, si è ottenuta una riduzione del 50% della concentrazione epatica di ferro solo nei pazienti trattati con i dosaggi più elevati di deferasirox, ma non nella popolazione globale4.
Effetti indesiderati
Nello studio comparativo, il profilo di tollerabilità del deferasirox è risultato peggiore rispetto alla deferoxamina. Gli effetti indesiderati più comuni hanno interessato l’apparato gastrointestinale e la cute: dolore addominale (13,9 vs. 9,7%), diarrea (11,8% vs. 7,2%), nausea (10,5 % vs. 4,8%), rash (8,4% vs. 3,1%)4. I problemi epato-biliari sono stati anch’essi più frequenti con deferasirox: aumento delle transaminasi (2,0% vs. 0,3%), calcoli biliari (1,7% vs. 0,7%), epatite (0,7% vs. 0%). Più dell’11% dei pazienti, contro nessuno del gruppo deferoxamina, ha presentato un aumento della creatinina, spesso accompagnato da proteinuria4; segnalazioni post-marketing hanno riportato casi di insufficienza renale grave4. Come con altri trattamenti chelanti del ferro, sono stati osservati casi di ipoacusia e opacità del cristallino (cataratta precoce).
Dosaggio
Da 10 a 30mg/kg/die.
Costi
In un paziente di 70 kg, il costo di un trattamento mensile con deferoxamina (40 mg/kg per 5 giorni la settimana), esclusi i costi aggiuntivi (es. pompa portatile per infusione s.c.) è di 350 euro. Un analogo trattamento con deferasirox, al dosaggio di 30/mg/kg/die, è di 2.850 euro, 5 volte superiore a quello del deferiprone (75 mg/kg/die), di 530 euro.
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Data di redazione 12/2007