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  • Data di pubblicazione

USO OSPEDALIERO

Cubicin             Novartis
 

350 mg di polvere per concentrato + solvente 10 ml (50 mg/ml)

Conservazione in frigorifero (2°C-8°C).

€ 79,56
(prezzo ex-factory, IVA esclusa)

 

Indicazioni registrate: Trattamento di infezioni complicate della cute e dei tessuti molli negli adulti.

Classe H OSP 1.

Proprietà farmacologiche
La daptinomicina è il primo antibiotico appartenente alla classe dei lipopeptidi ciclici naturali, dotato di rapida attività battericida nei confronti di un’ampia gamma di batteri Gram-positivi. Il farmaco, in presenza di ioni calcio, si lega alle membrane batteriche delle cellule in fase proliferativa e stazionaria, inducendo una rapida depolarizzazione con conseguente inibizione della sintesi delle proteine, del DNA e dell’RNA1. Per gli stafilococchi e gli streptococchi (escluso lo S. pneumoniae), i breakpoint di concentrazione minima inibente (MIC) stabiliti dall’EUCAST (European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing) sono Sensibile £ 1mg/l e Resistente ³ 1mg/l1. Per la valutazione della sensibilità in vitro della daptomicina, le procedure non sono completamente automatizzate e non tutti i laboratori di microbiologia  sono in grado di effettuare il saggio microbiologico.
Somministrata per via endovenosa, la daptomicina si lega alle proteine plasmatiche in misura del 90%; si distribuisce prevalentemente nei tessuti molto vascolarizzati e attraversa con difficoltà la barriera ematoencefalica. Viene eliminata, per lo più in forma non metabolizzata, con le urine e solo in percentuale minima (5%) con le feci1, con una emivita di 7-11 ore.

Efficacia clinica
Infezioni complicate della cute e dei tessuti molli
Due studi controllati, randomizzati, multicentrici, dall’analogo disegno sperimentale, hanno valutato l’efficacia della daptomicina in 1.092 pazienti con infezioni della cute e dei tessuti molli2. La dapomicina, somministrata alla dose di 4mg/kg  ogni 24 ore per infusione endovenosa della durata di 30 minuti, è stata confrontata con vancomicina (1g ogni 12 ore per infusione endovenosa di 60 minuti) e con penicilline resistenti alle beta-lattamasi (oxacillina, cloxacillina, flucloxacillina, nafcillina; 4-12g/die in dosi suddivise) per 7-14 giorni. I pazienti arruolati avevano un’età compresa tra 18 e 85 anni, con infezione certa o sospetta della cute e dei tessuti molli sostenuta da batteri Gram-positivi, erano candidati ad un ricovero ospedaliero e ad almeno 4 giorni di trattamento antibiotico per via endovenosa. La diagnosi all’entrata comprendeva le infezioni della ferita (es. ferite chirurgiche, ferite traumatiche e morsi di animali), ascessi maggiori, ulcere infette del piede diabetico e di altra causa (insufficienza vascolare o da decubito), mentre sono state escluse le infezioni superficiali  o minori (es. ascessi semplici, impetigine, cellulite non complicata) e le patologie più complesse (es. ascessi perirettali, gangrena, ustioni infette di 3° grado) o a rischio elevato (es. batteriemiche o richiedenti l’amputazione dell’arto). In entrambi gli studi, di "non inferiorità", la valutazione degli esiti, in cieco, è stata condotta sia dal punto di vista microbiologico che clinico (miglioramento o guarigione). Il tipo più comune di infezione trattata è stata l’infezione delle lesioni (38% dei pazienti), mentre il 21% presentava ascessi maggiori. Tra i microrganismi più frequentemente coinvolti, i ceppi di Staphylococcus aureus meticillino-resistente sono stati identificati in meno del 10% dei pazienti. All’analisi cumulativa, la daptomicina è risultata non inferiore alla vancomicina e alle penicilline semisintetiche penicillinasi-resistenti con percentuali di successo analoghe, 83,4% contro 84,2% dei farmaci di confronto2.

Batteriemia con o senza endocardite
In uno studio controllato, 246 pazienti con batteriemia da S. aureus sono stati randomizzati a ricevere daptomicina (6 mg/kg e.v. una volta al giorno) o vancomicina (1 g e.v. ogni 12 ore) o una penicillina antistafilococcica (2 g e.v. ogni 4 ore)3. I pazienti con endocardite, sia del gruppo daptomicina che di quello di confronto, durante i primi 4 giorni sono stati trattati anche con gentamicina  (1 mg/kg e.v. ogni 8 ore). Alla misura di esito primaria, rappresentata dalla percentuale di successo a distanza di 42 giorni dalla fine del trattamento, la daptomicina si è dimostrata "non inferiore" alla terapia standard, con percentuali di successo clinico rispettivamente del 54,4% e 53,3%3.

Effetti indesiderati
Nei due studi condotti su 1.092 pazienti con infezioni della cute e dei tessuti molli, gli effetti indesiderati hanno avuto una incidenza del 18% con daptomicina e del 21% coi farmaci di confronto, e sono risultati gravi rispettivamente nell’11% e nel 9% dei casi2. Le percentuali di drop out sono state simili nei due gruppi (2,8%). Gli eventi avversi più frequenti sono stati di tipo gastrointestinale (nausea, vomito stitichezza, diarrea), le reazioni nella sede di inoculo, la cefalea, i rash cutanei e le infezioni micotiche. Durante il trattamento con Cubicin, sono stati segnalati l’aumento dei livelli plasmatici di creatinafosfochinasi (CPK), associato a dolori muscolari e/o debolezza muscolare, e casi di miosite, mioglobinemia e rabdomiolisi1,4. Negli studi clinici, l’aumento della CPK (> 5 volte il limite superiore della norma), senza sintomi muscolari, è stato osservato con maggiore frequenza nei pazienti trattati con daptomicina rispetto a quelli trattati coi farmaci di confronto (2,8% contro 1,8% alla dose di 4 mg/kg e 6,7% contro 1% alla dose di 6 mg/kg)2,3. La potenziale tossicità muscolare della daptomicina ha portato alle raccomandazioni contenute nella scheda tecnica relative alla necessità di controllare il CPK all’inizio del trattamento e a frequenza almeno settimanale durante il trattamento e di soppesare attentamente la necessità di impiegare la daptomicina o monitorare in modo più stretto i pazienti a maggior rischio di miopatia (quelli con insufficienza renale grave o in trattamento con statine, fibrati, ciclosporina)1.              

Dosaggio: 4mg/kg, somministrati una volta ogni 24 ore per 7-14 giorni o fino alla risoluzione dell’infezione.

Costo
Un trattamento della durata di 7 giorni con daptomicina alla dose di 4mg/kg/die per via endovenosa ha un costo di circa 830 euro (prezzo al pubblico); un analogo trattamento con vancomicina (generico, 1 g e.v. per 2/die) ha un costo (al pubblico) di 280 euro, con oxacillina (Penstapho, 8 g/die,) di 168 euro.
 

La daptomicina è un antibiotico lipopeptidico (il primo), battericida nei confronti dei batteri Gram-positivi. Nei pazienti con lesioni infette e ascessi richiedenti l’ospedalizzazione, la daptomicina in monosomministrazione giornaliera e.v. è risultata "non inferiore" ai farmaci di confronto (vancomicina e penicilline resistenti alle beta-lattamasi), con analoga tollerabilità. I dati disponibili non sono sufficienti per valutarne l’efficacia nelle infezioni da Stafilococco aureo meticillino-resistente e nelle infezioni da enterococchi, per le quali sono già comparsi casi di resistenza5. Non esistono informazioni sull’impiego in pazienti immunodepressi e nelle infezioni gravi. La potenziale tossicità muscolare richiede un monitoraggio specifico (controllo settimanale della CPK) dei pazienti a rischio di miopatia per condizioni preesistenti (insufficienza renale) o concomitanti (uso di statine, fibrati, ciclosporina). Il costo è da 3 a 5 volte superiore a quello della vancomicina e della oxacillina. Allo stato attuale delle conoscenze, l’unico impiego della daptomicina è quello nel trattamento delle infezioni della cute e dei tessuti molli non responsive alla terapia standard.

Bibliografia
1. Cubicin. Riassunto delle caratteristiche del prodotto.
2. Arbeit RD et al. The safety and efficacy of daptomycin for the treatment of complicated skin and skin-structure infections. Clin Infect Dis 2004; 38:1673-81.
3. Fowler VG et al. Daptomycin versus standard therapy for bacteremia and endocarditis caused by Staphylococcus aureus. N Engl J Med 2006; 355:653-65.
4. Papadopoulos S et al. Rhabdomyolysis during therapy with daptomycin. Cin Infect Dis 2006; 42:108-10.   
5. Jorgensen JH et al. Emergence of daptomycin resistance in Enterococcus faecium during daptomycin therapy. Antimicrob  Agents Chemother 2005; 49:1664-5.

Data di redazione 08/2007

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