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La somministrazione di soluzioni per via sottocutanea
Gli studi, pur se di piccole dimensioni, hanno dimostrato che l'assorbimento dei fluidi somministrati con ipodermoclisi è completo e paragonabile a quello che si realizza con la somministrazione endovenosa1,2,8. Le due tecniche utilizzate per correggere lo stato di disidratazione non differirebbero in modo significativo tra loro, né dal punto di vista dell'efficacia e della tollerabilità o accettazione da parte del paziente, né dal punto di vista della fattibilità per l'equipe curante3. Anche l'incidenza di effetti avversi gravi è sostanzialmente sovrapponibile3. La via sottocutanea risulterebbe inoltre meno traumatica per il paziente e più facilmente gestibile anche nell'ambito dell'assistenza domiciliare e si presterebbe meglio al trattamento della disidratazione moderata nei pazienti anziani che presentano confusione mentale2,3.
La somministrazione di fluidi per via sottocutanea non va utilizzata, tuttavia, quando è urgente ripristinare una volemia adeguata come ad es. in caso di shock, di gravi alterazioni elettrolitiche e di disidratazione grave. Queste condizioni rappresentano, perciò, delle controindicazioni relative così come lo scompenso cardiaco (perché la perfusione periferica è alterata), una concomitante terapia anticoagulante o disordini della coagulazione, la presenza di acidosi o di iponatriemia grave3,9.
L'opportunità di reidratare i pazienti in fase terminale negli ultimi giorni di vita è controversa: secondo alcuni autori una reidratazione adeguata migliorerebbe il comfort del paziente senza allungarne artificialmente la vita, mentre secondo altri in pazienti in fin di vita disidratati e comatosi la reidratazione comporterebbe un prolungamento inutile della vita, senza offrire alcun vantaggio dal punto di vista del comfort del paziente3.
La soluzione più adatta all'infusione sottocutanea sembra essere costituita da una parte di soluzione fisiologica (NaCl 0,9%) e da una parte di glucosata al 2,5% con l'aggiunta di 4,5 g di NaCl per litro. Alcuni autori hanno ugualmente utilizzato della glucosata al 5% con l'aggiunta di NaCl (4 g o 2 g per litro), anche se meno vicina all'osmolarità del plasma3,9. Soluzioni isotoniche di amminoacidi sono state impiegate come supplementazione nutrizionale1. Alcuni autori sconsigliano l'aggiunta di cloruro di potassio che potrebbe essere all'origine di effetti collaterali locali1, anche se, in uno studio realizzato in 67 pazienti ospedalizzati (età media 82 anni), si è ottenuta la correzione progressiva di una ipokaliemia moderata mediante infusione sottocutanea di una soluzione contenente fino a 34 mmol/l di cloruro di potassio11. Per facilitare la diffusione sottocutanea e migliorare il comfort del paziente è stata proposta l'aggiunta di ialuronidasi alla soluzione da infondere. Tuttavia, in base ai dati disponibili, questo adiuvante non si è dimostrato più efficace del massaggio locale nel facilitare la diffusione della soluzione e non ha migliorato il comfort dei pazienti12-14. Inoltre, non sono disponibili molti dati sugli effetti indesiderati3.
Somministrazione di farmaci per via sottocutanea
La somministrazione sottocutanea di farmaci ha molte caratteristiche in comune con l'iniezione intramuscolare. Tuttavia, data la limitatezza degli studi metodologicamente corretti che ne hanno valutato la farmacocinetica e la tollerabilità, ci si basa perlopiù su indicazioni dettate dalla pratica medica.
L'assorbimento dei principi attivi è generalmente meno veloce rispetto alla somministrazione intramuscolare, in ragione di una diffusione tessutale più lenta1. Il tempo che intercorre tra la somministrazione ed il raggiungimento del picco plasmatico può essere influenzato dal flusso sanguigno a livello del sito d'iniezione, ma, in genere, i farmaci somministrati per via sottocutanea sono completamente assorbiti nella circolazione sistemica entro 30 minuti. La somministrazione sottocutanea continua permette di mantenere livelli sierici costanti, evitando gli effetti indesiderati legati al picco plasmatico, o la ricomparsa dei sintomi a fine dose1.
Alcuni fattori possono influenzare la velocità di assorbimento dei farmaci somministrati1 (vedi Tabella 1).
Gli studi che hanno valutato l'efficacia dei farmaci somministrati per questa via sono pochi e riguardano un numero esiguo di soluzioni. Inoltre, questa via di somministrazione raramente rientra fra quelle autorizzate in scheda tecnica, anche per i farmaci per quali sono disponibili dei dati1. Oltretutto, per lo stesso principio attivo esistono disomogeneità a seconda del paese. Ad esempio, la soluzione di tramadolo ha l'autorizzazione alla somministrazione sottocutanea in Svizzera (Topalgic) e in Italia (Contramal)15, mentre in Francia questa via non è prevista per la specialità Tramal1.
Un fattore importante che condiziona la possibilità di somministrare i farmaci per via sottocutanea, oltre alle caratteristiche del principio attivo, è rappresentato dagli eccipienti presenti in soluzione1. Tuttavia, negli studi che riguardano la via sottocutanea, raramente viene descritta la composizione dettagliata delle forme utilizzate. Di conseguenza i dati disponibili sono difficilmente estrapolabili tout court alle forme farmaceutiche presenti in commercio e questo limita la possibilità di fornire una lista di specialità potenzialmente somministrabili per via sottocutanea1 (alcuni esempi sono disponibili in Tabella 2).
Analogamente a quanto succede per la via endovenosa, la compatibilità dei farmaci in soluzione influenza la possibilità di somministrare contemporaneamente due o più farmaci attraverso la stessa linea infusionale (Box 1)1. La possibilità di associarli dipende principalmente dal loro pH (es. le associazioni tra una molecola acida e una molecola alcalina sono generalmente incompatibili e vanno evitate)1. Altri fattori che condizionano la compatibilità sono la concentrazione, la temperatura o l'esposizione alla luce1. In generale, se in seguito all'associazione di due o più farmaci si produce una soluzione torbida o si ha la formazione di un precipitato, l'associazione non deve essere somministrata1. Tuttavia, alcune incompatibilità non sono visibili1. Andrebbero associati solo i farmaci per i quali esistono dati di compatibilità.
Reazioni avverse
Gli eventi avversi imputabili alla infusione sottocutanea riportati in letteratura sono poco numerosi. I più frequenti sono rappresentati dalle reazioni locali nel punto d'iniezione2,3:
Tabella 2. Esempi di farmai somministrabili per via sottocutanea
(Numerose raccomandazioni riguardano indicazioni non registrate)
| Principio attivo/nome commerciale | Modalità di somministrazione1 | Indicazioni e posologia impiegata | Note |
|---|---|---|---|
|
Morfina cloridrato Morfina solfato |
Infusione continua sc Iniezione sc |
Posologia iniziale: 0,5mg/kg/die (30mg/die nell'adulto) per infusione continua; dimezzare il dosaggio nell'anziano; 5-10mg ogni 4-6 ore per iniezione1,16 Nei pazienti terminali in stato di agitazione: morfina (10-20mg) + clorpromazina 12,5-25mg ± midazolam 5mg1 |
1mg di m. solfato=1mg di m. cloridrato1 posologia iniziale: 1/2-1/3 della dose abituale per via orale1,16 |
|
Buprenorfina (Temgesic) |
Infusione continua sc Iniezione sc |
0,3-0,6mg (1-2 fiale) ogni 6-8 ore1 | |
|
Tramadolo (es. Contramal) |
Infusione continua sc | 100-600mg nelle 24 ore 1,15 | Posologia identica dalla via orale alla sc 1 |
| Ketoprofene (es Orudis) |
Iniezione sc | 50-100 mg x2/die 17 | |
| Diclofenac (es Voltaren) |
Infusione continua sc | 150mg/die 1 | Segnalata irritazione al sito di iniezione 1 |
| Ketorolac (Tora-dol Lixidol) |
Infusione continua sc 18-21 |
30-90 mg/die18-21 In associazione con oppiacei per il trattamento del dolore moderato-grave associato a metyastasi ossee 18-21 | |
| Scopolamina butilbromuro (Buscopan) |
Infusione continua sc Iniezione sc |
Trattamento palliativo dell'occlusione intestinale22: 40-80mg/die in infusione continua per 3gg
Coliche secondarie ad occlusione GI: 20-40mg ogni 4-8 ore per iniezione oppure 60-120mg per infusione continua senza superare i 300mg/die22 Sindromi algiche dovute a turbe funzionali dell'apparato GI, o ginecologiche nell'adulto22: 1 fiala per infusione ev seguita da una fiala per via sc Trattamento palliativo della dispnea secondaria alla produzione di secrezioni tracheo-bronchiali abbondanti in oncologia: 20 mg in dose singola, eventualmente riconsiderare la somministrazione dopo 30 minuti23,24. Se è efficace, somministrare come infusione continua al dosaggio di 60-120 mg/24 ore24. |
Assicurarsi alla prima somministrazione che il paziente non presenti alterazione delle funzioni cognitive, agitazione o allucinazioni prima di risomministrare il farmaco o proseguire con l'infusione. Un'alternativa è rappresentata dal cerotto trans- dermico (Transcop) da applicare dietro l'orecchio1. Il cerotto va sostituito ogni 72 ore. |
| Atropina solfato | Iniezione sc |
Trattamento sintomatico delle manifestazioni dolorose secondarie a disturbi funzionali dell'apparato GI, manifestazioni spastico-dolorose delle vie urinarie1 Adulti: 0,25-1mg ogni 6 ore (max 2mg/24h) Bambini (2-6 anni): una singola dose da 0,25mg Bambini (> 6 anni): una singola dose da 0,5mg |
|
|
Metoclopramide (Plasil) |
Infusione continua sc |
Nausea e vomito associati ad ostruzione GI parziale o funzionale, in assenza di coliche e con passaggio di aria22 40-60mg/24h per infusione sc continua |
Non utilizzare in caso di ostruzione completa dove la stimolazione delle contrazioni dell'apparato GI può causare o aggravare le coliche1 Segnalata irritazione locale al sito di iniezione1 |
|
Aloperidolo (Haldol, Serenase) |
Iniezione sc Infusione sc |
Nausea, vomito e singhiozzo associati ad occlusione intestinale inoperabile o all'assunzione di oppiacei1,22 1,5-2,5mg/una volta al giorno22 2,5-10 mg/24 ore in infusione continua22 |
Da diluire in glucosata 5% (possibile precipitazione in fifiologica )1 Buona tollerabilità locale 1 |
| Midazolam (Ipnovel) |
Infusione continua sc | Sedazione, dispnea terminale, ansia, insonnia refrattaria, spasmi/mioclonie, singhiozzo incoercibile nei pz. oncologici.
Dosaggi: – contratture muscolari: 20-40 mg/die1 – convulsioni miocloniche: 30-60 mg/die1 – dispnea terminale, agonia: 0,4-0,8 mg/ora fino ad un massimo di 2,9 mg/ora oppure una dose da 0,5 mg/kg, fino a 15-30 mg/die – premedicazione in caso di atti medici che possono risultare dolorosi o in fase terminale: un bolo di 0,05mg/kg circa (da adattare in base allo stato del pz), ripetendo in caso di necessità1. – agitazione terminale: clorpromazina 12,5-25 mg + 10-20 mg morfina ± 5 mg midazolam – sedazione nel paziente in fin di vita: 0,05-0,2 mg/kg1 |
Ottima tollerabilità locale1 Antidoto: flumazenil |
|
Desametasone (es. Soldesam) |
Iniezione sc Infusione continua sc |
Come coadiuvante, in associazione con morfina per il trattamento di: anoressia, compressione midollare, occlusione intestinale, disfagia compressiva, sindrome mediastinica/da vena cava superiore, dolore osseo metastatico. Antiemetico, in associazione con antiserotoninergici in concomitanza con chemio-radioterapia emetizzante1,22. Dosaggi: – occlusione intestinale: 8-16 mg per iniezione sc, 1 volta/die per 3-5 giorni poi valutare una riduzione del dosaggio1,22 – antiedema, nell'ipertensione intracranica da metastasi cerebrali, ostruzione bronchiale da neoplasia ORL: 20-40 mg/die1 |
Può causare irritazione locale al sito di iniezione 1 |
| Furosemide (es Lasix) |
Iniezione sc | 20 mg per iniezione sottocutanea | Un solo studio su 12 volontari sani 25 Dolore in sede di iniezione 1 |
| Clodronato (es Clasteon) |
Infusione continua sc | Dolore da metastasi ossee, ipercalcemia neoplastica 1. 300mg/24 ore |
Ben tollerato1 La somministrazione rapida di bifosfonati può risultare nefrotossica1. I bifosfonati a struttura amminica [pamidronato (es. Aredia), ibandronato (Bondronat)] sono peggio tollerati rispetto al clodronato e possono causare irritazione locale e dolore1. |
| Idratazione | Infusione sc nelle 24 ore (max 1.500ml/24 ore per sito di somministrazione) o notturna in 8 ore (500-1.000ml/8 ore) |
Soluzioni elettrolitiche isotoniche Soluzioni che possono essere impiegate: – fisiologica – glucosata al 5% + 1/3 di fisiologica |
L'impiego della sola glucosata e più in generale di soluzioni ipertoniche è sconsigliato per il rischio di edema e shock1 Da utilizzare solo in caso di disidratazione moderata1 |
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Informazioni sui Farmaci, Anno 2007, n. 2