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USO OSPEDALIERO
Somavert Pfizer
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€ 3.375,00 € 4.500,00 € 150,00 (prezzi ex-factory, IVA esclusa) |
Classe H OSP2.
Proprietà farmacologiche
Pegvisomant è un analogo ("pegilato") dell'ormone della crescita umano prodotto mediante ingegneria genetica. Il farmaco si lega ai recettori per l'ormone della crescita (GH), impedendo il legame dell'ormone endogeno e riducendo così la produzione di IGF-1 (Insulin-Like Growth Factor di tipo 1). Somministrato per via sottocutanea, ha una emivita media di circa 6 giorni sia dopo somministrazione singola che dopo dosi multiple1. La via di eliminazione non è nota.
Efficacia clinica
L'acromegalia è una patologia grave, causata da un adenoma dell'ipofisi secernente quantità eccessive di GH a sua volta induttore di una aumentata produzione di IGF-1 da parte del fegato e di altri tessuti. Gli alti livelli di IGF-1 sono responsabili di molti degli effetti della malattia (come l'anomalo ingrossamento delle estremità dello scheletro). I pazienti affetti spesso sviluppano artrite, diabete, carcinoma del colon e presentano una aumentata mortalità cardiovascolare. Il trattamento di prima scelta è rappresentato dalla ablazione chirurgica. In caso di tumori inoperabili o di malattia residua dopo la chirurgia si impiegano gli analoghi della somatostatina. La radioterapia viene adottata come trattamento aggiuntivo.
Uno studio randomizzato, in doppio cieco, ha arruolato un gruppo eterogeneo di 112 pazienti con acromegalia, 57 dei quali sottoposti a precedente chirurgia e radioterapia, 36 a sola chirurgia, 6 a radioterapia, 9 a trattamento farmacologico, 4 a nessun trattamento2. I pazienti sono stati divisi in 4 gruppi e trattati con dosi quotidiane di 10, 15 o 20 mg di pegvisomant per via sottocutanea o con placebo. Dopo 3 mesi, i livelli di IGF-1 si sono normalizzati nel 54%, 81% e 89% dei pazienti trattati con pegvisomant contro 10% con placebo; parallelamente, le concentrazioni di GH sono aumentate in misura dose-dipendente. Pegvisomat ha prodotto una riduzione significativa, anche se clinicamente modesta, della tumefazione dei tessuti molli, della cefalea, dell'artralgia, della eccessiva sudorazione e dell'astenia.
In un successivo studio non controllato, 160 pazienti (compresi quelli che avevano partecipato allo studio di 3 mesi) sono stati trattati con pegvisomant per un periodo di 18 mesi3. Dei pazienti trattati per 12 settimane, 87 su 90 (97%) hanno raggiunto livelli sierici normali di IGF-1. Durante i primi 6 mesi, le concentrazioni di GH sono quasi raddoppiate per poi stabilizzarsi durante il prosieguo del trattamento. Il volume medio del tumore si è leggermente ridotto in quelli sottoposti a radioterapia ed è leggermente aumentato in quelli non sottoposti a radioterapia. In 2 pazienti non radiotrattati, la progressiva crescita tumorale ha richiesto l'intervento chirurgico.
In uno studio non comparativo su 7 pazienti sottoposti a chirurgia e/o radioterapia, non responsivi al trattamento con analoghi della somatostatina e/o dopaminergici, pegvisomant, alla dose media di 20 mg al giorno, è stato in grado di normalizzare i livelli di IGF-1 nell'arco di 1-2 anni4.
Effetti indesiderati
L'effetto indesiderato più frequentemente segnalato con l'impiego di pegvisomant è stata una reazione locale nella sede di inoculo. Su 160 pazienti trattati per almeno 3 mesi, 5 hanno dovuto sospendere pegvisomant per la comparsa di eventi avversi (2 per aumento delle transaminasi di oltre 10 volte il limite di normalità, 1 per una reazione nella sede di iniezione, 1 per cefalea grave e 1 diabetico per significativo aumento di peso)3. Non è noto se gli elevati livelli di GH possano causare effetti indesiderati a lungo termine.
Costo
Lo schema di trattamento prevede una dose di carico di 80 mg effettuata in ospedale sotto supervisione medica, seguita da autosomministrazioni sottocute giornaliere di 10-15-20 mg, in funzione dei livelli sierici di IGF-1. Il costo mensile varia dai 2.850 euro ai 5.100 euro col dosaggio più alto.
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Data di redazione 02/2006