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– Il MMG è chiamato sempre più spesso ad assumere un ruolo decisionale nella prescrizione dei trattamenti. Diversi studi documentano infatti il radicale cambiamento nelle pratiche prescrittive dei MMG in seguito all'introduzione in commercio di terapie orali17. Il medico potrebbe tuttavia essere riluttante nell'assumere tali decisioni nel caso di pazienti con patologie concomitanti, per i quali è più elevato il timore di effetti indesiderati. A questo atteggiamento hanno contribuito le informazioni spesso allarmistiche e ampiamente riportate dai media riguardo i possibili rischi legati all'assunzione di questi farmaci da parte di soggetti con malattie cardiovascolari.
– Il ruolo del MMG non può tuttavia limitarsi alla discussione del problema e alla prescrizione dei trattamenti; la presa in carico del paziente con DE comporta una ricerca approfondita delle possibili cause alla base del problema così come un suo inquadramento più generale nell'ambito dei fattori di rischio cardiovascolare che andranno ricercati con particolare attenzione. Una valutazione complessiva della situazione del soggetto è peraltro fondamentale per l'identificazione dei pazienti che necessitano di cure specialistiche.
Nonostante il grosso interesse che queste problematiche suscitano sia nel mondo scientifico, come documentato dalla mole sempre crescente di studi su questo argomento, sia da parte dell'opinione pubblica, resta ancora da capire come sia cambiata la pratica clinica. In particolare, sono ancora insufficienti i dati che valutino quale sia il processo decisionale medico riguardo le tipologie di pazienti ai quali viene consigliato il trattamento e quali fattori guidino il medico nell'identificazione del farmaco di prima scelta. Altrettanto importante risulta verificare il profilo di efficacia e sicurezza di questi farmaci quando somministrati in condizioni di normale pratica clinica, in soggetti spesso pretrattati e affetti da patologie che richiedono trattamenti cronici.
La valutazione di tali aspetti risulta particolarmente interessante nell'ambito della medicina generale, in quanto rivolta ad una popolazione meno selezionata di quella identificabile presso strutture specialistiche, e pertanto maggiormente rappresentativa dei bisogni reali di trattamento di questa condizione.
Partendo da queste considerazioni, è in fase di attivazione in tutta Italia uno studio osservazionale in Medicina Generale denominato EDEN (Erectile Dysfunction Evaluation Network) i cui obiettivi sono riportati in Tabella 3.
Lo studio prevede l'arruolamento di soggetti di età maggiore o uguale a 18 anni, che afferiscono all'ambulatorio del medico di medicina generale per problemi di erezione già noti o non precedentemente evidenziati. Lo studio si divide in una fase trasversale e una longitudinale (Figura 1). Durante la fase trasversale, verranno raccolte informazioni su qualsiasi soggetto eleggibile, a prescindere dalla necessità o meno di un trattamento farmacologico. In questa fase saranno valutate inoltre le attitudini dei medici ad indagare i problemi di natura sessuale, gli approcci diagnostici e terapeutici adottati, e i fattori che determinano l'invio ad uno specialista.
Per tutti i soggetti arruolati nello studio verranno raccolte informazioni riguardanti la durata e la gravità dei problemi sessuali, oltre che le caratteristiche cliniche e socio-demografiche. Particolare attenzione sarà rivolta alla presenza di patologie concomitanti e all'uso di terapie croniche.
Tutti i pazienti dovranno compilare, al momento dell'arruolamento, un questionario anonimo rivolto ad indagare la gravità dei problemi sessuali e la qualità della vita. Il questionario rivolto ai pazienti indagherà i seguenti aspetti:
– gravità dei problemi sessuali e soddisfazione per la propria vita sessuale (questionario IIEF: International Index of Erectile Function);
– gravità dei sintomi depressivi (Questionario CES-D: Center for Epidemiologic Studies – Depression);
– qualità della vita legata allo stato di salute (Questionario SF-12).
La fase longitudinale dello studio sarà riservata ai pazienti già in trattamento per DE e a quelli che inizieranno il trattamento in concomitanza con l'arruolamento. I pazienti saranno seguiti per 12 mesi a cadenza trimestrale. In occasione di ogni visita di follow-up saranno nuovamente raccolte le informazioni cliniche, con particolare attenzione al profilo di tollerabilità dei farmaci, e verrà di nuovo chiesto ai pazienti di compilare i questionari a loro rivolti.
Si prevede il coinvolgimento di circa 300 Medici di Medicina Generale su tutto il territorio nazionale, con un reclutamento di almeno 3.000 pazienti per la fase trasversale e 1.500 per la fase longitudinale. Lo studio, la cui attivazione è prevista nei primi mesi del 2005, è coordinato dal Dipartimento di Farmacologia Clinica e Epidemiologia del Consorzio Mario Negri Sud, con il supporto di Bayer S.p.A.
In conclusione, lo studio EDEN rappresenta un esempio paradigmatico di outcomes reserach e sottolinea come la Medicina Generale possa rappresentare un terreno particolarmente fertile per la valutazione della resa reale degli interventi sanitari sia in termini di efficacia e di accettabilità, sia in termini di sicurezza.
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Informazioni sui Farmaci Anno 2005, n. 1