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Trattamenti complementari
Se il dolore che accompagna l'attacco acuto di emorroidi è molto intenso, possono essere eventualmente utili l'applicazione per 15-30 minuti di compresse di ghiaccio (ice pack) e/o l'assunzione di analgesici4.
Legatura con elastico, scleroterapia e chirurgia
Le emorroidi di I e II grado che non rispondono alle misure dietetiche e/o farmacologiche e le emorroidi di III grado possono essere trattate in regime di day-hospital mediante legatura con elastico o scleroterapia.
La prima è una tecnica che prevede il posizionamento di un elastico alla base dell'emorroide, che va quindi incontro a necrosi e viene sostituita da tessuto cicatriziale. L'intervento è risolutivo in oltre il 75% dei pazienti con emorroidi di I, II e III grado; il 18% dei pazienti manifesta recidive che necessitano di essere ri-trattate, mentre nel 2% circa dei casi non si registra alcun beneficio. Le complicanze comprendono la trombosi emorroidaria, la dislocazione dell'elastico, il sanguinamento (generalmente di lieve entità) e la comparsa di ulcerazioni alla mucosa anale (4,6% dei pazienti trattati in uno studio)3; si possono verificare complicanze maggiori quali ritenzione urinaria, sanguinamento rettale, sepsi pelvica e ascesso perianale (2,5% dei pazienti in uno studio)3. L'aggiunta di fibre alla dieta aumenta l'efficacia dell'intervento, riducendo la frequenza delle recidive3.
In alternativa, le emorroidi di I e II grado possono essere trattate mediante scleroterapia iniettiva. L'iniezione di un liquido irritante (ad esempio olio di fenolo), provoca la necrosi del tessuto emorroidario3,6. Le complicanze sono rare e includono infezioni pelviche e impotenza, conseguenti, in genere, ad una errata individuazione del sito di iniezione. Nella maggior parte dei pazienti la scleroterapia non garantisce un beneficio duraturo. In caso di emorroidi sanguinanti, i risultati a sei mesi dal trattamento sono sovrapponibili a quelli ottenuti mediante l'integrazione della dieta con fibre3,16.
Il trattamento chirurgico mediante emorroidectomia tradizionale viene riservato alle emorroidi di III grado sintomatiche recidivanti dopo legatura con elastico e alle emorroidi di IV grado.
A differenza della emorroidectomia tradizionale, l'emorroidopessi con stapler non prevede l'incisione della cute e può rappresentare, in certi casi, un'alternativa "meno traumatica". Si tratta di una tecnica di recente introduzione che consiste nell'asportare l'anello di mucosa prolassata, riposizionando, contemporaneamente, i cuscinetti emorroidari nella loro sede mediante l'impiego di una suturatrice (stapler) apposita. L'intervento può essere indicato nel trattamento di emorroidi di II e III grado per le quali la legatura con elastico non ha prodotto risultati soddisfacenti e di emorroidi di IV grado riducibili (sotto anestesia)3. Gli studi di confronto diretto hanno dimostrato che l'emorroidopessi con stapler è meno dolorosa dell'emorroidectomia tradizionale, comporta una degenza più breve ed un più rapido ritorno dei pazienti all'attività lavorativa. Tuttavia il tasso di ricadute sembra essere maggiore rispetto all'intervento tradizionale. Inoltre, anche se raramente, sono possibili complicanze gravi quali sepsi pelvica e perforazione rettale. La preparazione del chirurgo è determinante per il successo dell'intervento3.
Conclusioni
Le emorroidi rappresentano una condizione di frequente riscontro nell'adulto. Possono essere asintomatiche, ma spesso si manifestano con sanguinamento, dolore e, a seconda della gravità, protrusione, congestione e trombosi. La visita medica rappresenta un punto fondamentale per escludere patologie più gravi che potrebbero manifestarsi con una sintomatologia simile. Una volta effettuata una diagnosi certa di emorroidi, le scelte terapeutiche successive sono condizionate dalla gravità del quadro (vedi flow-chart).
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Informazioni sui Farmaci Anno 2004, n. 6