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Come affrontare l'emergenza
Il paziente che presenta sintomi acuti da colica renale deve essere visitato dal medico entro 30 minuti (raccomandazione di grado D; livello di evidenza 3-4; v. box). In caso contrario deve essere ricoverato presso il pronto soccorso dell'ospedale più vicino.
Diagnosi
La diagnosi va fatta sul sintomo dolore che è tipicamente improvviso, intenso, origina da un fianco per poi irradiarsi nell'addome o nella regione genitale (raccomandazione di grado C; livello di evidenza 3-4; v. box).
L'uso di una scala analogica visiva può essere utile, ma la valutazione della gravità del dolore può essere fatta direttamente dal medico di medicina generale. Eventuali altre cause di dolore pelvico da prendere in considerazione, e che richiedono l'ospedalizzazione immediata, sono l'aneurisma dissecante dell'aorta addominale, soprattutto in pazienti con più di 60 anni o una gravidanza ectopica nelle pazienti giovani con un ritardo mestruale (v. box).
Analisi delle urine: si o no?
L'ematuria conferma la diagnosi (raccomandazione di grado C; livello di evidenza 2++; v. box).
In più dell'80% dei pazienti con colica renale acuta, l'analisi delle urine rileva la presenza di sangue. Idealmente, quando sia possibile praticarlo sul posto (con le apposite strisce reattive), l'esame delle urine andrebbe fatto; in assenza di ematuria, vanno prese in considerazione diagnosi alternative. Tuttavia, non sempre è possibile raccogliere un campione di urina (non tutti i pazienti riescono ad urinare) e la presenza di mestruazioni può essere un fattore confondente.
Esame obiettivo
Un esame ottimale si basa sulla palpazione dell'addome per stabilire la sede di massima dolorabilità per escludere l'eventuale presenza di peritonite e sulla attenta valutazione dei segni vitali (frequenza cardiaca, pressione arteriosa e temperatura corporea) al fine di escludere uno stato di shock e una infezione sistemica (raccomandazione di grado C o D; livello di evidenza 2-; v. box). I pazienti con shock o con febbre devono essere ricoverati rapidamente in ospedale (v. box).
Trattamento
Dopo aver visitato il paziente, è necessario somministrare senza esitazione un analgesico onde ottenere una attenuazione del dolore nell'arco di circa mezz'ora (raccomandazione di grado A; livello di evidenza 1-; v. box).
Un controllo completo o accettabile del dolore può essere mantenuto per 6 o più ore. L'iniezione intramuscolare è la via di somministrazione elettiva per un analgesico; la somministrazione orale o rettale sono inaffidabili, mentre la via endovenosa risulta impraticabile al domicilio del paziente. Viene raccomandato l'impiego di un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS), preferibilmente il diclofenac 75 mg. Nei pazienti in cui il FANS sia controindicato, va impiegato un oppiaceo come la morfina (10mg), eventualmente associata ad un antiemetico (v.flow-chart).
Ricovero in ospedale
I pazienti che non rispondono al trattamento analgesico entro 1 ora devono essere immediatamente ricoverati in ospedale (raccomandazione di grado D; livello di evidenza 4; v. box).
L'effetto dell'analgesico può essere valutato telefonicamente, senza doversi recare una seconda volta al domicilio del paziente. Se il dolore non si riduce nell'arco di 60 minuti è bene ricoverare il paziente in ospedale organizzando il trasferimento per telefono. Nel caso in cui, una volta scomparso, il dolore dovesse ripresentarsi è consigliabile ricoverare il paziente (v. flow-chart). Una soluzione potrebbe consistere nel lasciare al paziente alcune compresse o supposte di analgesico perché le possa utilizzare autonomamente sulla base di precise istruzioni scritte. I pazienti trattati a casa devono essere incoraggiati ad assumere molti liquidi e, se possibile, raccogliere l'urina in un vaso per scoprire la presenza di eventuali calcoli, utili ai fini diagnostici.
Follow up
Dopo un'ora dalla prima visita e dalla somministrazione dell'analgesico, il medico deve mettersi in contatto telefonico col paziente (raccomandazione di grado D; livello di evidenza 4; v. box).
Il paziente va informato di rivolgersi al medico se il dolore peggiora o compaiono sintomi imprevisti o più disturbanti. Nei pazienti nei quali il dolore si risolve, costituiscono parte importante del follow up le indagini che consentono di rispondere ai seguenti interrogativi:
(v. flow-chart)
Informazioni sui Farmaci Anno 2003, n. 4