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1. CINHAL (dal 1982 all'aprile 2003 II settimana)
2. EMBASE (dal 1980 al 2003 XVI settimana)
3. MEDLINE (dal 1966 all'aprile 2003 II settimana)
4. PREMEDLINE (fino al 21 aprile 2003)
5. PsycINFO (dal 1872 all'aprile 2003 III settimana)
Sono stati usati i seguenti termini:
1. (ssri or (serotonin and inhibitor$) or fluoxetine or fluvoxamine or paroxetine or sertraline or citalopram).mp. → 63090 articoli trovati
2. (tricyclic$ or TCA).mp. →38370 articoli trovati
3. (combination therap$ or augment$ or adjunct$ or continuation therap$).mp.] → 193978 articoli trovati
4. (depress$).mp → 483734 articoli trovati.
La combinazione di questi termini, una volta rimossi i duplicati, ha portato al risultato di 247 articoli trovati sull'argomento. Non sono state fatte restrizioni di lingua né di altro tipo nella ricerca.
Risultati
Sono stati identificati solo due RCT31,32, che valutavano efficacia e tollerabilità dell'associazione tra SSRI (fluoxetina) e TCA (desipramina) in pazienti con diagnosi di depressione maggiore e resistenti, o parzialmente resistenti, alla monoterapia.
Nello studio del 199431 , 41 pazienti che avevano risposto parzialmente o non avevano risposto a 8 settimane di trattamento in aperto con 20 mg/die di fluoxetina sono stati randomizzati a ricevere per ulteriori 4 settimane uno dei seguenti trattamenti:
(a) un aumento a 40-60 mg/die di fluoxetina (15 pazienti);
(b) 20 mg/die di fluoxetina associati a 25-50 mg/die di desipramina (12 pazienti);
(c) 20 mg/die di fluoxetina associati a 300-600 mg/die di litio (14 pazienti).
La refrattarietà al trattamento o la risposta parziale sono stati definiti come una riduzione inferiore al 50% o un punteggio finale maggiore di 10 alla Scala di Hamilton (HDRS) per la depressione, dopo le prime otto settimane di trattamento. La HDRS è lo strumento più utilizzato nei trial per misurare l'entità e la gravità dei sintomi depressivi: una riduzione del punteggio implica una diminuzione di intensità, o di numero, dei sintomi depressivi. I risultati alla fine del trial sono stati misurati sotto forma di riduzione del punteggio alla HDRS.
Nel gruppo che ha avuto un aumento del dosaggio della fluoxetina la riduzione è stata di 10,4 punti alla HDRS con una deviazione standard (SD) di 6,0; nel gruppo trattato con fluoxetina e desipramina il punteggio è diminuito di 5,7, con una SD di 5,3; nel gruppo con fluoxetina e litio la riduzione è stata di 7,9, con una SD di 4,9. In questi tre gruppi il rapporto tra numero di pazienti non rispondenti e parzialmente rispondenti è stato di 9 e 6 nel gruppo (a), 7 e 5 nel gruppo (b), 6 e 8 nel gruppo (c).
Analizzando la diminuzione dei punteggi alla HDRS nel sottogruppo di pazienti che non avevano avuto alcuna risposta al primo trattamento, l'insieme di pazienti che ha continuato con dosi più elevate di fluoxetina ha avuto una riduzione di punteggio pari a 12,5 con una SD di 6,8; nel gruppo (b) di 8,8 con una SD di 4,7; nel gruppo (c) di 6,8 con una SD di 5,9. Considerando, invece, i pazienti che avevano risposto solo parzialmente, nel gruppo (a) la diminuzione del punteggio alla HDRS è stata di 9.0 con una SD di 5,3; nel gruppo (b) di 3,4 con una SD di 4,8; nel gruppo (c) di 9,5 con una SD di 2,7.
Il numero di pazienti che ha abbandonato prematuramente lo studio (nel testo non sono specificate tutte le cause e quindi bisogna considerare solo il numero complessivo) sono stati 2 nel gruppo (a), 3 nel gruppo (b) e 2 nel gruppo (c).
Nel trial del 2002 i criteri adottati e la metodologia seguita sono gli stessi sia riguardo la diagnosi sia riguardo i tipi di trattamento cui sono stati randomizzati per 4 settimane i tre gruppi di pazienti dopo la mancata o parziale risposta allo scadere delle 8 settimane di trattamento iniziale32: a) un aumento a 40-60 mg/die di fluoxetina (33 pazienti); (b) 20 mg/die di fluoxetina associati a 25-50 mg/die di desipramina (34 pazienti); (c) 20 mg/die di fluoxetina associati a 300-600 mg/die di litio (34 pazienti).
Per quello che riguarda la valutazione dell'efficacia dei trattamenti, nel gruppo che ha avuto un aumento del dosaggio della sola fluoxetina la riduzione del punteggio alla HDRS è stata di 5,1 punti con una SD di 5,3; nel gruppo trattato con fluoxetina e desipramina il punteggio è diminuito di 3,5, con una SD di 5,6; nel gruppo con fluoxetina e litio la riduzione è stata di 3,6, con una SD di 6,2. In questi tre gruppi il rapporto tra numero di pazienti non rispondenti e parzialmente rispondenti è stato di 17 e 16 nel gruppo (a), 19 e 15 nel gruppo (b), 16 e 18 nel gruppo (c). Prendendo in considerazione il sottogruppo di non rispondenti al trattamento, l'insieme di pazienti che ha continuato con dosi più elevate di fluoxetina ha avuto una riduzione di punteggio pari a 6,1 con una SD di 6,1; nel gruppo (b) di 3,7 con una SD di 6,7; nel gruppo (c) di 3,6 con una SD di 7,7. Considerando, invece, i pazienti che avevano risposto solo parzialmente, nel gruppo (a) la diminuzione del punteggio alla HDRS è stata di 4,1 con una SD di 4,1; nel gruppo (b) di 3,2 con una SD di 4,1; nel gruppo (c) di 3,5 con una SD di 4,9.
Non è riportato alcun dato riguardo il numero di persone che eventualmente avrebbero abbandonato lo studio e i dati sugli effetti collaterali sono parziali e non confrontabili tra i diversi gruppi.
Essendo i due studi molto simili in quanto a disegno, è possibile sommare i risultati ottenuti singolarmente in un unico valore complessivo di efficacia e valutare così l'eventuale presenza di differenze tra i trattamenti.
Questo procedimento prende il nome di metanalisi e i risultati sono riportati in Figura 1 e Figura 2 sotto forma di grafico (forrest plot).
Considerando come misura d'esito il numero di pazienti che hanno risposto alla seconda fase del trial, i dati indicano che non vi è una differenza statisticamente significativa tra i due tipi di trattamento, ossia aumento del dosaggio di fluoxetina o aggiunta di TCA (Figura 1): il rischio relativo (RR) è 1,62 e l'intervallo di confidenza al 95% è compreso tra 0,92 e 2,83, con un valore di significatività (p) di 0,09. Non vi è significatività statistica considerando i pazienti divisi in due sotto gruppi, a seconda dell'esito ottenuto durante la prima fase: i pazienti che avevano risposto solo parzialmente e quelli che non avevano risposto affatto al trattamento.
Considerando, invece, come misura d'esito la diminuzione dell'intensità dei sintomi (valutata come riduzione media del punteggio alla HDRS), si trova una differenza statisticamente significativa sia tra i due gruppi in generale (WMD: – 2.44, 95% IC tra 4,67 e 0,22), sia tra i due sottogruppi che non avevano risposto durante la prima fase (WMD: – 3,73, 95% IC tra 6,93 e 0,53). Tali differenze sono a sfavore della combinazione tra fluoxetina e TCA (Figura 2). Se si prende in considerazione il sottogruppo di coloro che avevano avuto una risposta parziale, il risultato non è statisticamente significativo (WMD: – 1,33, 95% IC tra 3,98 e + 1,33).
Commento
I dati a nostra disposizione, ricavati dagli unici due trial clinici randomizzati, non consentono di esprimere alcun giudizio definitivo riguardo l'efficacia e la tollerabilità dell'associazione tra SSRI e TCA nel trattamento della depressione resistente.
Evidentemente, il limite principale dei due trial è costituito dal numero esiguo di pazienti inclusi, che non permette di considerare come evidenza né a favore né a sfavore di alcuna ipotesi i risultati ottenuti. Come è possibile notare dai grafici di Figura 1 e Figura 2, tuttavia, pur rimanendo la tendenza a favorire l'aumento di dosaggio di SSRI, nel trial a maggior campione i risultati ottenuti non raggiungono la significatività statistica.
Un importante limite di questi studi è quello di considerare come resistenti al trattamento i pazienti che non avevano risposto ad un solo antidepressivo, utilizzato a dosaggio basso: questo criterio non risponde a quelli generalmente utilizzati nella pratica clinica per fare diagnosi di resistenza agli antidepressivi. In più, la fluoxetina fa parte di una classe di farmaci eterogenei tra loro e quindi diventano necessari studi che indaghino specificamente i singoli componenti della classe degli SSRI.
Implicazioni cliniche
Alla luce di questi dati vale la pena ribadire come la prima istanza da seguire nella pratica clinica sia l'ottimizzazione del trattamento farmacologico in atto, che deve essere impiegato a dosaggi adeguati e per un tempo sufficientemente lungo.
L'associazione farmacologica tra differenti composti dovrebbe essere presa in considerazione solo ed esclusivamente in presenza di quadri di mancata o insufficiente risposta ai trattamenti, e non può essere considerata una generica strategia di trattamento antidepressivo. In aggiunta, anche tra le varie strategie di associazione farmacologica ve ne sono alcune, come ad esempio l'augmentation con il litio, supportate da maggiori prove di efficacia33, sebbene si tratti di strategie molto discusse in quanto non prive di importanti effetti collaterali34.
I rischi legati alle associazioni tra antidepressivi devono essere tenuti in considerazione. Oltre agli effetti collaterali e ai possibili effetti ancora non noti, la combinazione di più farmaci può rappresentare un ostacolo in termini di adesione del paziente al trattamento (compliance), può avere importanti risvolti in termini di spesa sanitaria e, da ultimo, può complicare notevolmente la gestione di situazioni compromesse dal punto di vista organico, come il diabete35.
In conclusione, pur essendoci evidenze che l'associazione tra SSRI e TCA aumenti i livelli plasmatici di questi ultimi, attualmente non vi sono prove che questo abbia conseguenze positive sull'efficacia del trattamento.
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Informazioni sui Farmaci Anno 2003, n. 2