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  • Data di pubblicazione

Non più in commercio da gennaio 2010

Reductil      Knoll

28 cps 10 mg
28 cps 15 mg
€ 77,47
€ 92,96

Reduxade     Duncan

28 cps 10 mg
28 cps 15 mg
€77,47
€92,96

Ectiva         Bracco

8 cps 10 mg
28 cps 15 mg
€ 77,70
€ 91,90

 

Classe C del PTN. Il farmaco è prescrivibile solamente da parte di medici specialisti in diabetologia, endocrinologia, medicina interna, cardiologia e scienza dell'alimentazione.

Indicazioni approvate: Il farmaco è indicato quale terapia integrativa nell'ambito di un programma per la riduzione del peso corporeo in:
– pazienti con obesità e con indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 30 kg/m2;
– pazienti in sovrappeso con BMI pari o superiore a 27 kg/m2 , in associazione ad altri fattori di rischio correlati all'obesità, quali diabete di tipo 2 o dislipidemia.

Proprietà farmacologiche
La sibutramina è una feniletilamina, sviluppata originariamente come antidepressivo. Nel corso degli studi, l'azione antidepressiva si è rivelata modesta rispetto a quella anoressizzante ed è in quest'ultima direzione che è proseguita la valutazione clinica del farmaco, ora registrato e commercializzato come dimagrante.
La sibutramina e, in misura ancora maggiore, i suoi due metaboliti principali, sono potenti inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina. Pur essendo un anoressizzante centrale, la sibutramina non induce o aumenta il rilascio né di noradrenalina né di serotonina; questa differenza rispetto alla fenfluramina e alla dexfenfluramina costituisce elemento di relativa sicurezza sotto il profilo degli effetti indesiderati, effetti attribuiti, per queste ultime, alla maggiore disponibilità di serotonina in circolo.
L'efficacia della sibutramina nel ridurre il peso corporeo deriverebbe da un duplice meccanismo d'azione: da un lato, grazie all'aumento dell'attività serotoninergica, il farmaco ridurrebbe l'assunzione di cibo inducendo il senso di sazietà, dall'altro aumenterebbe il dispendio energetico, stimolando la termogenesi (attivazione dei recettori beta-3)1.
La sibutramina viene ben assorbita per via orale. La demetilazione che subisce al primo passaggio epatico dà origine a metaboliti attivi che vengono poi coniugati e idrolizzati, sempre a livello epatico, a composti inattivi, escreti principalmente attraverso le urine. La lunga emivita dei metaboliti (14-16 ore) consente una sola somministrazione al giorno2,3.

Efficacia clinica
Gli studi clinici hanno valutato un end point surrogato rappresentato dalla perdita di peso, senza tuttavia mettere in rapporto questo calo ponderale con il passaggio dei pazienti da una classe di rischio ad un'altra.
Nel corso degli studi clinici, della durata fino ad un anno, i pazienti trattati con sibutramina hanno conseguito un calo di peso superiore a quello dei pazienti trattati con placebo. La diminuzione di peso è risultata dose-dipendente come ha dimostrato uno studio multicentrico, finalizzato alla definizione del dosaggio, condotto su 1047 pazienti, che ha confrontato la sibutramina a 1-5-10-15-20 e 30 mg/die con il placebo per 24 settimane4. La somministrazione del farmaco era associata a dieta ed esercizio fisico. I pazienti hanno perso rispettivamente 1,8 / 3,1 / 4,4 / 5,3/ 6,5 kg rispetto a 0,9 kg con placebo. In un altro studio su 236 pazienti, 5 mg di sibutramina hanno prodotto risultati sovrapponibili al placebo; i pazienti trattati con 10 e 15 mg di sibutramina hanno ottenuto una perdita di peso simile (3,7 e 3,5 kg rispettivamente in più rispetto al placebo)5. Indipendentemente dalla dose somministrata, circa il 15% dei pazienti non risponde al trattamento; qualora ci si trovi di fronte a questa evenienza, la prosecuzione della somministrazione non è indicata. Un dimagrimento superiore all'1% nell'arco del primo mese di trattamento sembra essere un indicatore di una buona risposta a lungo termine.
Negli studi in cui il trattamento è stato sospeso dopo 6 mesi, i pazienti hanno in parte recuperato il peso perduto. Negli studi della durata di un anno, la diminuzione di peso è risultata massima nell'arco di sei mesi ed è stata mantenuta nei restanti sei.
Uno studio multicentrico, in doppio cieco, pubblicato recentemente, ha valutato l'efficacia del farmaco somministrato per due anni, nel mantenere la riduzione di peso. Dopo 6 mesi di trattamento con sibutramina al dosaggio di 10 mg associata ad una dieta ipocalorica personalizzata, i pazienti che avevano ottenuto una riduzione ponderale minima del 5% (467) sono stati randomizzati ad ulteriori 18 mesi di trattamento con sibutramina (352) o placebo (115). Nel corso dello studio, ai pazienti che recuperavano peso è stato aumentato il dosaggio del farmaco da 10 mg a 15 mg dopo il primo chilo e da 15 a 20 mg in caso di incremento di un ulteriore chilo. Nella parte terminale dello studio, più della metà dei pazienti entrati nella fase di mantenimento (52%) assumeva 20 mg al giorno di sibutramina. Dei 204 pazienti trattati con sibutramina che hanno completato lo studio, 83 (43%) hanno mantenuto almeno l'80% della riduzione massima di peso ottenuta nei primi 6 mesi rispetto a 9 dei 57 (16%) del gruppo placebo. Quasi il 70% dei pazienti trattati ha mantenuto una diminuzione di peso pari al 5% del peso iniziale e quasi la metà ha mantenuto una riduzione superiore al 10%6.
Uno studio ha valutato la capacità dell'orlistat di incrementare la perdita di peso già ottenuta, nel corso di un anno di trattamento, con sola sibutramina. Dopo 16 settimane il peso corporeo non si è modificato significativamente in nessuno dei due gruppi (sibutramina o sibutramina + orlistat)7.

Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono dose-dipendenti. La sibutramina provoca un aumento della pressione arteriosa (mediamente 2-3 mmHg della diastolica) e della frequenza cardiaca (da 3 a 6 battiti al minuto); nei pazienti obesi, che sono già a rischio per problemi cardiovascolari, possono verificarsi aumenti anche significativi, potenzialmente pericolosi. Nello studio della durata di due anni, l'incremento pressorio e della frequenza cardiaca si è manifestato nell'8% dei trattati rispetto al 3% del placebo. In tutti i pazienti in terapia con sibutramina la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca vanno monitorate. In caso di aumenti persistenti il trattamento va interrotto. Altri effetti indesiderati riportati con maggiore frequenza rispetto al placebo sono stati nausea (7% vs. 1%), bocca secca (9% vs. 3%), stitichezza (9% vs. 4%), dolori addominali (8% vs. 4%) e insonnia (8% vs. 3%); il 14% dei pazienti ha sospeso il trattamento per la comparsa di effetti indesiderati. Al momento il farmaco non sembra causare anomalie delle valvole cardiache8 come quelle che hanno portato al ritiro di fenfluramina e dexfenfluramina, e non ci sono per ora segnalazioni di casi di ipertensione polmonare primaria. E' opportuno tuttavia prestare attenzione all'eventuale insorgere di sintomi quali dispnea progressiva, dolore toracico ed edema alle caviglie. E' stato riportato un episodio psicotico in una paziente senza storia di malattie psichiatriche9.

Controindicazioni e precauzioni
La sibutramina è controindicata nei pazienti che hanno una storia di malattia coronarica, insufficienza cardiaca, aritmie, patologie cerebrovascolari (ictus o TIA), arteriopatia periferica occlusiva e ipertensione non controllata (> 145/90 mmHg). Viene controindicata, inoltre, in caso di insufficienza epatica e renale grave, ipertiroidismo, glaucoma ad angolo chiuso, ipertrofia prostatica benigna e in presenza di malattie psichiatriche.
Prima di intraprendere il trattamento, e ad intervalli regolari nel corso dello stesso, occorre controllare i valori pressori. In caso di innalzamento della pressione (oltre 10 mmHg) o di aumento della frequenza cardiaca (oltre 10 battiti/min.) in due rilevazioni consecutive, il trattamento deve essere sospeso.
Non essendovi dati di sicurezza in gravidanza, le donne in età fertile dovrebbero impiegare un adeguato metodo contraccettivo. Contoindicata anche durante l'allattamento.

Interazioni farmacologiche
L'assunzione contemporanea con altri farmaci serotoninergici, come gli antidepressivi SSRI o farmaci antiemicranici può scatenare una rara ma pericolosa "sindrome serotoninica" e va perciò evitata. Controindicati anche litio, meperidina, pentazocina, fentanyl e destrometorfano. Il farmaco non deve essere assunto prima di due settimane dalla sospensione di MAO-inibitori.
Inibitori del CYP3A4 come il ketoconazolo, l'eritromicina e la ciclosporina possono aumentare le concentrazioni sieriche di sibutramina. I pazienti che assumono sibutramina insieme a questi farmaci possono manifestare incrementi pressori superiori a quelli indotti dalla sola sibutramina. Particolare attenzione va posta all'associazione con tutti i farmaci che possono indurre aumenti della pressione.

Dosaggio e durata del trattamento
La dose iniziale raccomandata di sibutramina è di 10 mg al giorno. Se dopo 4 settimane non si ottiene una perdita di peso adeguata (circa 2 kg), e se il farmaco è ben tollerato, si può passare a 15 mg al giorno. Se neppure con questo dosaggio si ottiene un dimagrimento adeguato, il trattamento va sospeso. Il farmaco deve essere impiegato in associazione ad una dieta ipocalorica.

Costo
Il costo di un mese di trattamento è di circa 80 €.

 
La sibutramina è un anoressizzante centrale; l'effetto sul dispendio energetico sembra meno importante ed è scarsamente documentato. Numerosi studi clinici hanno dimostrato la sua efficacia nel ridurre il peso corporeo (mediamente del 5-10%) rispetto a quello iniziale. La perdita di peso è massima entro i primi sei mesi; protraendo l'assunzione del farmaco fino a due anni, circa la metà dei pazienti riesce a mantenere il peso raggiunto. Alla sospensione del trattamento il peso perso viene in parte recuperato. Al momento, la sibutramina non sembra causare anomalie delle valvole cardiache e non ci sono segnalazioni di casi di ipertensione polmonare primaria. Tuttavia il farmaco può comportare un aumento della pressione e della frequenza cardiaca, per cui occorre valutare attentamente le condizioni cliniche iniziali del paziente, monitorando questi parametri prima e nel corso del trattamento.
Il dimagrimento ottenuto, modesto se valutato rispetto al peso iniziale, deve essere raffrontato ai possibili effetti indesiderati. La sibutramina, così come altri farmaci proposti nel trattamento dell'obesità, ha un ruolo limitato nel trattamento di questa condizione: l'alta percentuale di "drop-out" testimonia le difficoltà di approccio all'obesità e fuga ogni tentativo semplicistico di considerare i farmaci una soluzione al problema. L'obesità è una patologia complessa in cui occorre invece indirizzare ogni sforzo nel modificare le abitudini di vita del paziente con un regime duraturo di restrizione calorica ed un aumento dell'attività fisica, associati ad un eventuale supporto psicologico. Il costo della sibutramina è rilevante.
Bibliografia
1. McNeely W et al. Sibutramine: a review of its contribution to the management of obesity. Drugs 1998; 56: 1093- 1124.
2. Sibutramina nell'obesità. Medical Letter 1998; 27: 51.
3. Luque CA et al. Sibutramine : a serotonin-norepinephrine reuptake-inhibitor for the treatment of obesity. Ann Pharmacother 1999; 33: 968.
4. Bray GA. Sibutramine produces dose-related weight loss. Obes Res 1999; 7: 189.
5. Hanotin C et al. Efficacy and tolerability of sibutramine in obese patients: a dose-ranging study. Int J Obes Relat Metab Disord 1998; 22: 32.
6. James WPT et al. Effect of sibutramine on weight maintenance after weight loss: a randomised trial. Lancet 2000; 356: 2119.
7. Wadden TA. Effects of sibutramine plus orlistat in obese women following 1 year of treatment by sibutramine alone: a placebo controlled trial. Obes Res 2000; 8: 431.
8. Bach DS et al. Absence of cardiac valve dysfunction in obese patients treated with sibutramine. Obes Res 1999; 7: 363.
9. Taflinski T et al. Sibutramine-associated psychotic episode. Am J Psychiatry 2000: 157: 12.
10. Drug therapy for management of obesity. Correspondence. Lancet 2001; 357: 1287.

Data di redazione 12/2002

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