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Per quanto riguarda l'efficacia terapeutica degli antisecretivi per via endovenosa, i due studi clinici controllati di maggiori dimensioni1,2 non ne documentano benefici rispetto al placebo (con semmai un aumento di mortalità nei trattati). Tutti gli studi clinici randomizzati disponibili sono di seguito riassunti.
1. Lo studio di Daneshmend1 ha arruolato 1049 pazienti con segni clinici di emorragia digestiva superiore (ematemesi e/o melena) nelle 24 ore precedenti, randomizzati in due gruppi per il trattamento farmacologico (omeprazolo in bolo ev vs. placebo, poi per os). L'endoscopia veniva eseguita in quasi tutti i pazienti entro le 24 ore successive all'ingresso nello studio. Non sono emerse differenze significative riguardo la mortalità, l'incidenza di risanguinamento ed il ricorso a trasfusioni e chirurgia; il gruppo trattato con omeprazolo ha presentato un minor numero di segni endoscopici di sanguinamento senza che questo rappresentasse un reale beneficio clinico.
2. Lo studio di Walt2 ha randomizzato 1005 pazienti con segni endoscopici di emorragia da ulcera gastrica o duodenale a famotidina ev in bolo + infusione endovenosa per 72 ore o placebo. Non sono risultate differenze significative per l'end-point primario mortalità e per gli end-points secondari (risanguinamenti, trasfusioni e chirurgia).
3. Lo studio di Oxner3 documenta chiaramente la maggiore efficacia della terapia endoscopica rispetto alla terapia farmacologica.
4. Uno studio di piccole dimensioni4 ha confrontato l'infusione ev di omeprazolo alla infiltrazione endoscopica + ranitidina ev, senza evidenziare differenze anche per le ridottissime dimensioni dello studio (42 pazienti totali).
5. Lo studio di Villanueva5 ha arruolato 86 pazienti in totale con ulcera sanguinante da vaso visibile sottoposti a endoscopia, randomizzati a omeprazolo vs. ranitidina ev e successivamente per os. Non sono emerse differenze per mortalità, risanguinamento, trasfusioni, chirurgia e ospedalizzazione.
6. Hasselgren6 ha confrontato l'infusione ev di omeprazolo vs placebo in una popolazione di pazienti anziani (333 pazienti totali, >65 anni) con sanguinamento da ulcera peptica non sottoposti al trattamento endoscopico. Malgrado in terza giornata vi siano vantaggi per il gruppo trattato con omeprazolo per trasfusioni, chirurgia e durata dell'emorragia, in 21a giornata il gruppo trattato presenta una mortalità significativamente più alta rispetto al gruppo placebo.
7. Lo studio di Schaffalitzky7 (274 pazienti totali randomizzati a omeprazolo ev vs. placebo) evidenzia benefici per il gruppo trattato con omeprazolo per risanguinamento, chirurgia e trasfusioni, ma non per la mortalità.
8. Uno studio arabo-indiano8 ha valutato l'efficacia della terapia con omeprazolo per os 40 mg ogni 12 h per 5 giorni vs. placebo nell'emorragia digestiva da ulcera documentata endoscopicamente (110 pazienti per gruppo) e ha evidenziato l'efficacia dell'omeprazolo in particolare nel sottogruppo di pazienti con vaso visibile e presenza di coagulo e non in quelli con vaso arterioso sanguinante.
9. Lo studio di Lin9 (100 pazienti randomizzati a cimetidina ev vs. omeprazolo ev non in cieco) dimostra un vantaggio nel gruppo trattato con omeprazolo per incidenza di risanguinamento e ricorso alle trasfusioni, ma nessuna differenza sulla mortalità.
10. Il recente studio di Lau JYW10 ha valutato l'efficacia dell'omeprazolo ev (80 mg in bolo seguiti da 8 mg/h fino a 72 ore – dopo i primi tre giorni, tutti i pazienti ricevevano 20 mg al giorno di omeprazolo per 8 settimane) verso placebo in pazienti con ulcera peptica endoscopicamente accertata evidenziando una riduzione dei risanguinamenti nei pazienti trattati con omeprazolo a 30 giorni dall'endoscopia, senza differenze di mortalità. Le differenze osservate sono limitate ai primi giorni in cui un gruppo di pazienti riceveva omeprazolo mentre l'altro placebo pur in presenza di ulcera peptica sanguinante.
Informazioni sui Farmaci Anno 2001, n. 1