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Sono passati ormai 7 anni dalla "rivoluzione culturale" nel mondo del farmaco, responsabile di un nuovo modo di concepire il prontuario terapeutico nazionale che deve tener conto della efficacia e della economicità per il rimborso dei farmaci da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Molte cose sono cambiate dal gennaio del 1994, oltre al raddoppio della spesa annua, per effetto di interventi legislativi ed in particolare delle varie leggi "finanziarie ".
Sotto l'influsso delle lobby interessate, in modo lento, ma inesorabile, il Prontuario è stato ingabbiato da almeno tre importanti limitazioni.
Un'ultima considerazione riguarda i criteri di ammissibilità al rimborso. Si deve introdurre una migliore valutazione del reale beneficio che viene apportato dai nuovi farmaci, tenendo presente che l'approvazione di nuovi farmaci da parte dell'EMEA non comporta necessariamente innovazione. Va diffuso il concetto che l'EMEA presenta ai paesi dell'Unione Europea un catalogo basato solo su qualità, efficacia e sicurezza indipendentemente da valutazioni comparative rispetto ai farmaci che già esistono sul mercato. Spetta ai Paesi membri selezionare ciò che serve anche sulla base di considerazioni economiche. Perché accettare nel Prontuari il toremifene ad un prezzo doppio del tamoxifene quando il nuovo farmaco è stato valutato secondo il disegno sperimentale dell'equivalenza? Analogamente, perché introdurre la temozolomide ad un prezzo di alcune decine di volte superiore alla procarbazina quando i due farmaci sono equivalenti?
E' augurabile che la nuova CUF eserciti più spirito critico e attenda risultati più probanti prima di inserire un nuovo farmaco nel Prontuario.
Contemporaneamente andranno sviluppate iniziative per migliorare la cultura del medico sul farmaco diminuendo l'attuale asimmetria fra informazioni di parte e in formazione indipendente.
Il farmaco è materia troppo seria per affidarsi solo alle leggi del mercato
Informazioni sui Farmaci Anno 2000, n. 6