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I farmaci più frequentemente associati all'insorgenza di esofagiti sono, in ordine decrescente:
le tetracicline [doxiciclina (es. Bassado), tetraciclina (es. Ambramicina) e minociclina (Minocin)], responsabili di più della metà dei casi sinora riportati; l'emepronio bromuro (Detrulisin, non più in commercio in Italia), il cloruro di potassio (es. KCl-retard), la chinidina (es. Longachin, Naticardina, Ritmocor), l'aspirina e altri FANS, il ferro solfato (es. Ferro-grad). Singole segnalazioni riguardano la clindamicina (Dalacin-C), la lincomicina (Lincocin), la teofillina (es. Diffumal, Theo-dur) e l'acido ascorbico (es. Cebion, Redoxon).
Caso alendronato. I dati di sorveglianza post-marketing confermano la particolare propensione dell'alendronato (Adronat, Alendros, Dronal, Fosamax) a provocare danni esofagei con ulcere ed erosioni. La frequenza e la gravità di tali eventi hanno imposto l'estensione delle controindicazioni all'uso del farmaco ai pazienti con patologie dell'esofago che ritardano lo svuotamento (es. stenosi e acalasia) e a quelli allettati, incapaci di stare a busto eretto per almeno 30 minuti.
I pazienti più a rischio di esofagite sono gli anziani [all'età avanzata spesso si associano aterosclerosi dell'aorta o cardiomegalia, che vanno a comprimere l'esofago e una ridotta produzione di saliva con conseguente minore lubrificazione esofagea], i diabetici (per la diminuita motilità esofagea e le neuropatie) e gli alcolisti (a causa delle disfunzioni motorie esofagee e delle neuropatie).
Prevenzione. I consigli che vanno dati ai pazienti sono semplici: assumere i farmaci incriminati possibilmente di giorno, compatibilmente con la terapia o comunque, almeno 1 ora prima di andare a letto, stando eretti per almeno 30 minuti, con molta acqua (un bicchiere pieno), evitando gli alcolici (l'alcool, oltre a irritare la mucosa esofagea, riduce la peristalsi e la pressione dello sfintere esofageo inferiore).
Trattamento. Qualora l'esofagite non migliori rapidamente alla sospensione del farmaco, può essere impiegata efficacemente una sospensione di sucralfato (es. Antepsin, Sucralfin): l'assunzione ad intervalli ravvicinati consente al farmaco di aderire alle lesioni esofagee, accelerandone la guarigione. Altri trattamenti proposti, quali quelli con antiacidi, H2-antagonisti o inibitori di pompa non sembrano offrire un maggior vantaggio, fatti salvi i casi in cui la presenza di un concomitante reflusso gastroesofageo non vada a perpetuare o ad aggravare il danno preesistente.
Nella definizione di esofagite da farmaci può rientrare in senso lato anche l'esofagite da reflusso laddove la diminuita continenza dello sfintere esofageo inferiore sia ascrivibile a farmaci. In questi casi l'irritazione esofagea è provocata dal reflusso, dallo stomaco nell'esofago, di acido cloridrico, bile e altri fluidi irritanti. Farmaci che riducono il tono dello sfintere esofageo sono, ad esempio, gli anticolinergici [atropina, flavossato (Genurin), ossibutinina (Ditropan)], le benzodiazepine e i calcio-antagonisti.
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Informazioni sui Farmaci Anno 1999, n. 4