Clicca in qualsiasi punto o premi ESC per chiudere il video

Ricerca avanzata
  • Data di pubblicazione

 

Zaleplon

Sonata Wyeth Lederle

14 capsule 5 mg
14 capsule 10 mg
€ 9,20
€ 11,20

Zerene Biofutura Pharma

14 capsule 5 mg
14 capsule 10 mg
€ 9,00
€ 11,00

Indicazioni approvate: Trattamento dei pazienti con insonnia che hanno difficoltà ad addormentarsi. E’ indicato soltanto quando il disturbo è grave, invalidante o causa di problemi estremamente gravi.

Classe C del PTN

Proprietà farmacologiche
Lo zaleplon è un sedativo/ipnotico pirazolopirimidinico a breve durata d’azione. Pur essendo strutturalmente diverso dalle benzodiazepine, si lega in modo selettivo ai recettori benzodiazepinici di tipo 1 (w1), esercitando un’azione agonista simile a quella delle benzodiazepine con effetti sedativi, ansiolitici, muscolo-rilassanti e anticonvulsivanti.
Lo zaleplon viene rapidamente e quasi completamente assorbito dopo somministrazione orale. A causa di un elevato metabolismo di primo passaggio, la sua biodisponibilità è del 30% circa. La concentrazione plasmatica di picco viene raggiunta in un’ora circa. Si lega per il 60% alle proteine plasmatiche. Viene estesamente metabolizzato a livello epatico (meno dell’1% della dose somministrata si ritrova immodificata nelle urine) a metaboliti inattivi, attraverso un meccanismo ossidativo dalla aldeide-ossidasi (via principale) e, in misura minore, dal citocromo P3A4 (CYP3A4). L’emivita di eliminazione è di circa 1 ora. Nelle persone anziane il profilo farmacocinetico non sembra differire da quello dei giovani adulti, mentre nei soggetti con insufficienza epatica per il ridotto metabolismo il farmaco ha una durata d’azione superiore.
La rapida comparsa d’azione consente una somministrazione del farmaco al bisogno in caso di insonnia occasionale (es. per modificazione delle condizioni ambientali in cui si dorme, cambio di fuso orario, degli orari di lavoro, ecc.). La qualità del sonno è migliorata nelle prime 4 ore dall’assunzione del farmaco, mentre l’effetto diminuisce dopo questo termine, sia nel giovane adulto che nell’anziano. Nei pazienti che hanno difficoltà ad addormentarsi, lo zaleplon è efficace nel favorire l’addormentamento ma non allunga la durata del sonno; in quelli che hanno difficoltà sia nell’addormentamento che nel mantenimento del sonno, favorisce l’addormentamento ma può non essere in grado di mantenere il sonno (in dipendenza dai fattori responsabili del risveglio notturno). Questa differenza distingue lo zaleplon dagli altri ipno-sedativi a breve durata d’azione (es.: zolpidem, zopiclone o triazolam). Tuttavia in quei pazienti che non hanno difficoltà ad addormentarsi ma solo a mantenere il sonno, lo zaleplon, assunto durante il risveglio notturno, può essere d’aiuto nel favorire la ripresa del sonno e nel suo mantenimento fino al momento del risveglio mattutino. La rapida eliminazione renderebbe il farmaco privo di qualsiasi effetto residuo al mattino.

Efficacia clinica
Diversi studi hanno valutato l’efficacia dello zaleplon nel ridurre la latenza del sonno e nel migliorare la percezione soggettiva della qualità del sonno. Lo zaleplon al dosaggio di 10 mg si è dimostrato più efficace del placebo nel ridurre la latenza del sonno mentre non sono emerse differenze significative nel modificare la durata del sonno e il numero di risvegli notturni. Lo zaleplon è stato confrontato con placebo e controlli attivi (zolpidem, zopiclone, flurazepam, e triazolam) riguardo agli effetti su memoria, capacità psicomotorie, ed effetti sedativi residui a 4-8 ore dalla somministrazione. Diversamente da flurazepam (30 mg) e lorazepam (2 mg), lo zaleplon non ha comportato la permanenza di effetti residui al mattino e ha indotto meno rallentamento psicomotorio e minori disturbi della memoria ma la scelta delle due BDZ non sembra appropriata per la diversa durata d’azione dei principi attivi. Rispetto al triazolam che possiede caratteristiche cinetiche tali da renderlo il termine di confronto più idoneo, non sono emerse differenze nel tempo di latenza del sonno e negli effetti residui al mattino; il triazolam ha prolungato però anche la durata del sonno. A differenza dei pazienti trattati con zolpidem 10 mg, quelli trattati con zaleplon al dosaggio di 10 mg, non presentavano effetti residui a 4 ore dalla somministrazione notturna. In uno studio di confronto con zopiclone 7,5 mg, lo zaleplon 10-20 mg, somministrato alla sera o durante il risveglio notturno, non ha mostrato di avere, al mattino, effetti residui sulla capacità di guida o sulla memoria. Al contrario lo zopiclone, somministrato alla sera o durante il risveglio notturno, ha ridotto la capacità di guida al risveglio mattutino; solo la somministrazione notturna ha, invece, causato disturbi della memoria al risveglio mattutino.
In studi di confronto col placebo, alla sospensione del trattamento dopo 28 giorni, lo zaleplon non ha causato insonnia rebound e sintomi da astinenza a differenza dello zolpidem. Lo zaleplon ha dimostrato di mantenere l’efficacia terapeutica per la durata del trattamento senza causare, alla sospensione, insonnia reboud o sintomi da astinenza in studi in aperto che hanno valutato l’effetto della sospensione del trattamento dopo 12 mesi. Uno studio di confronto con placebo e zolpidem 5 mg su 549 pazienti ha valutato la sicurezza e la tollerabilità dello zaleplon (5 e 10 mg) nel paziente anziano (età > 65 anni), rispetto al farmaco di confronto. L’incidenza di insonnia rebound nei pazienti trattati con zaleplon è risultata comparabile al placebo a differenza dello zolpidem, per il quale è risultata significativamente superiore.
Uno studio, condotto su pazienti con una storia passata di abuso di farmaci, ha valutato il rischio di dipendenza e abuso associati al trattamento dell’insonnia con zaleplon. A tal fine, i pazienti sono stati randomizzati a ricevere un dosaggio del farmaco pari a 2,5-7,5 volte quello raccomandato o un dosaggio di triazolam pari a 1-3 volte quello raccomandato. Dallo studio è emerso che i 2 farmaci, alle dosi impiegate, producono effetti simili e hanno un profilo farmacologico sovrapponibile, presentando, quindi, un uguale rischio di abuso. Tuttavia, gli autori stessi hanno osservato che i dosaggi impegati nello studio non sono raffrontabili, sulla base delle dosi impiegate in terapia.

Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati riportati con maggiore frequenza per dosi fino a 30 mg sono mal di testa (28%), sonnolenza, vertigini (7%) e astenia, ma anche visione confusa, diminuita capacità di concentrazione. Il rallentamento psicomotorio diviene significativo per dosi superiori a 15 mg. La frequenza e la gravità degli effetti indesiderati a livello di SNC sono risultate simili a quelle del triazolam. Nonostante la breve durata d’azione dello zaleplon renda poco probabile il permanere di sonnolenza mattutina, rimane valida l’avvertenza di porre attenzione se si deve guidare o usare macchinari pericolosi. Il potenziale di abuso, pur se basso non va escluso. Occasionalmente sono stati riportati sintomi gastrointestinali (nausea 7%, dolori addominali 5%, dispepsia 4%).

Controindicazioni
Ipersensibilità allo zaleplon, insufficienza epatica o respiratoria gravi, sindrome di apnea nel sonno, miastenia grave.

Avvertenze
Le cause dell’insonnia devono essere attentamente indagate, in quanto essa può rappresentare un sintomo di un disturbo fisico o psichico sottostante.
A causa della breve emivita del farmaco, è possibile che si verifichi risveglio mattutino precoce. Il paziente deve essere avvertito di non assumere una seconda dose nella stessa notte. Zaleplon può indurre alterazioni psicomotorie ed amnesia anterograda. Tali condizioni permangono per circa 4 ore dalla somministrazione del farmaco. E’ importante pertanto che il paziente non compia operazioni che richiedono una completa coordinazione psicomotoria in questo arco di tempo.

Gravidanza e allattamento: mancano studi nell’uomo riguardo alla sicurezza d’impiego del farmaco durante la gravidanza. Studi condotti nell’animale da esperimento non hanno evidenziato effetti teratogeni o embriotossici. Lo zaleplon viene escreto nel latte materno, pertanto la ditta produttrice ne sconsiglia l’impiego durante l’allattamento.

Interazioni
Come le benzodiazepine, lo zaleplon non va assunto contemporaneamente ad altri farmaci ad azione depressiva sul SNC e a bevande alcoliche. La somministrazione contemporanea di farmaci induttori enzimatici (es. rifampicina, carbamazepina, fenobarbitale) può portare ad una riduzione dell’effetto dello zaleplon. Al contrario, l’uso concomitante di inibitori degli enzimi epatici (es. cimetidina, ketoconazolo, eritromicina) fa aumentare la concentrazione plasmatica dello zaleplon.

Dosaggio
Il dosaggio raccomandato è 10 mg; gli anziani, che possono essere più sensibili agli effetti degli ipnotici, dovrebbero assumere una dose dimezzata. La somministrazione non va ripetuta nel corso della stessa notte. In caso di insufficienza epatica lieve-moderata il dosaggio deve essere ridotto. Nessun aggiustamento di dosaggio è richiesto in pazienti con insufficienza renale.
La presenza di cibo nello stomaco rallenta la comparsa d’azione per cui se ne sconsiglia la somministrazione ai pasti.

Costo
Lo zaleplon costa € 0,79 alla compressa (10 mg), circa il 30% in più rispetto a triazolam (0,25 mg) e zolpidem (10 mg).

Lo zalepon è un farmaco ipnotico a rapida comparsa di azione e a breve emivita. Nonostante una struttura non benzodiazepinica, il profilo farmacologico e gli effetti sul comportamento sono sovrapponibili a quelli del triazolam. La breve emivita dovrebbe evitare il perdurare al mattino degli effetti tipici del farmaco (sonnolenza, rallentamento psicomotorio) purché il farmaco venga assunto almeno 4 ore prima dell’ora prevista per il risveglio. Lo zaleplon non modifica la durata del sonno per cui va riservato solamente ai pazienti che hanno difficoltà di addormentamento o che, pur non avendo difficoltà di addormentamento, si risvegliano frequentemente durante il riposo notturno. In tale caso il farmaco deve essere assunto al momento del risveglio ed è efficace nel mantenere il sonno fino al mattino. Come per le benzodiazepine il trattamento dovrebbe essere di breve durata: il potenziale di abuso del farmaco è un aspetto che non va trascurato. Si applicano allo zaleplon le stesse norme prescrittive delle benzodiazepine (come triazolam, è incluso nella tabella 5 del DPR 309/90).

Bibliografia
– Dossier di valutazione dell’EMEA – CPMP/897/99.
– Henney JE. New drugs for sleeplessness . JAMA 1999; 282: 1218.
– Wagner ML et al. Beyond benzodiazepines: alternative pharmacological agents for the treatment of insomnia. Ann Parmacother 1998; 32: 680.
– Ruther ER et al. Sleep latency is shortened during 4 weeks of treatment with zaleplon, a novel nonbenzodiazepine hypnotic. Zaleplon Clinical Study Group. J Clin Psychiatry 1999; 60: 536.
– Rush CR et al. Zaleplon and triazolam in humans: acute behavioral effects and abuse potential. Psycopharmacology 1999; 145: 39.
– Dooley M, Plosker GL. Zaleplon. A review of its use in the treatment of insomnia. Drugs 2000; 60(2): 413-445.
– George CFP. Pyrazolopyrimidines. Lancet 2001; 358: 1623-1626.
– Israel AG, Kramer JA. Safety of zaleplon in the treatment of insomnia. Ann Pharmacother 2002; 36: 852-859.
– Weitzel KW, Wickman JM, et al. Zaleplon: a pyrazolopyrimidine sedative-hypnotic agent for the treatment of insomnia. Clin Ther 2000; 22(11): 1254-67.
– Hedner J, Yaeche R, et al. Zaleplon shortens subjective sleep latency and improves subjective sleep quality in elderly patients with insomnia. Int J Psychiatry 2000; 15(8): 704-12.
– Verster JC, Volkerts ER, et al. Residual effects of middle-of-the-night administration of zaleplon and zolpidem on driving ability, memory functions, and psychomotor perofrmance. J Clin Psychopharmacol 2002; 22(6): 576-583.
– Sonata 5 mg e 10 mg. Scheda tecnica.

Data di redazione 04/2003

Vuoi ricevere aggiornamenti?
Iscriviti alla Newsletter

 

Iscrivendoti alla nostra newsletter avrai la possibilità di essere aggiornato sulle novità più importanti del mondo farmacia.