Ormai da diversi anni i farmaci dell'apparato cardio-vascolare rappresentano la classe più prescritta in Italia, e tra questi le statine hanno il ruolo di "locomotiva trainante" con un incremento costante nella loro prescrizione; ciò supportato dalla consapevolezza del loro effetto ipolipemizzante, ma soprattutto preventivo degli eventi cardio-vascolari sia in prevenzione primaria (pazienti con fattori di rischio ma senza precedenti eventi cardiocerebrovascolari) che in prevenzione secondaria (paziente con già un evento cardiocerebrovascolare o diabetico). Tra le statine la più prescritta, sia a livello nazionale che locale, resta l'atorvastatina, seguita dalla simvastatina e dalla rosuvastatina; seguono poi pravastatina, fluvastatina, simvastatina-ezetimibe e lovastatina. Nell'ultimo anno (2010 rispetto al 2009) tra le statine con il maggior incremento prescrittivo si collocano lovastatina, simvastatina-ezetimibe (farmaci per i quali mancano studi su endpoint clinicamente rilevanti) e rosuvastatina (farmaco per il quale gli ultimi studi non hanno documentato significativi benefici su endpoint clinicamente rilevanti).
Nella pratica clinica quotidiana la scelta della statina da utilizzare è spesso complicata e influenzata da vari fattori: presenza della molecola nel prontuario farmaceutico ospedaliero, bombardamento da parte delle ditte produttrici, esperienza di utilizzo da parte del singolo medico, ecc.. Va sottolineato che l'efficacia di una statina non deve essere valutata, come ormai è parere concorde di tutte le categorie e società scientifiche mediche, su studi che dimostrano una diminuzione della colesterolemia (calo delle LDL, aumento dell'HDL, ecc.) che resta un esito importante ma surrogato, ma principalmente sulla capacità di ridurre gli eventi cardiocerebrovascolari maggiori e/o minori. Le statine con studi su eventi/esiti clinicamente rilevanti sono la simvastatina (40 mg), la pravastatina (40 mg), l'atorvastatina (10 mg) e la fluvastatina (80 mg), mentre per le altre molecole ad oggi vi sono solo studi sull'efficacia nell'abbassare il colesterolo LDL e nell'aumentare le HDL o nel ridurre le placche a livello dei TSA, ma non sulla riduzione statisticamente significativa di eventi clinicamente rilevanti, oppure i pochi studi non sono applicabili alla pratica quotidiana per il target di pazienti selezionati. Per esempio, nei pazienti con sindrome coronarica acuta le Linee Guida prevedono un trattamento "aggressivo", con statine ad alto dosaggio; nella fattispecie la statina più studiata risulta l'atorvastatina 80 mg/die.
Quindi nell'utilizzo delle statine nel quotidiano sarebbe opportuno, come per tutti i tipi di farmaci, utilizzare in prima battuta quelle con il maggior numero di evidenze disponibili alla dose minima efficace, riservando l'utilizzo delle nuove a quei casi in cui non si riesce ad abbassare i livelli di colesterolemia (LDL in particolare) utilizzando dosaggi già "generosi" con le statine più studiate. Ovviamente ciò va sempre valutato in funzione delle interazioni tra farmaci e della tollerabilità individuale alle singole statine.
Si ricorda che le statine alle quali è attualmente scaduto il brevetto sono: simvastatina, fluvastatina e pravastatina.
Costi per il SSN (Ottobre 2010)
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Principio attivo
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Dosaggio
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Costo (€) per unità posologica
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Note
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Atorvastatina
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10 mg
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0,990
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E' stata presa in considerazione la confezione da 30 cpr
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Fluvastatina
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80 mg
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0,457
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Lovastatina
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40 mg
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0,542-0,570
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I due prezzi sono in riferimento alla presenza in commercio di specialità medicinali dai costi diversi
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Pravastatina
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40 mg
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0,578
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Rosuvastatina
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10 mg
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1,026
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Simvastatina
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40 mg
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0,525
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E' stata presa in considerazione la confezione da 28 cpr
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Simvastatina/Ezetimibe
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10/20 mg
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2,508
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Ottobre 2010