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PPI: di più è meglio?

I farmaci inibitori della pompa protonica (PPI) hanno modificato la storia delle patologie acido-correlate. L'efficacia, unitamente a una buona tollerabilità, ha portato questi farmaci a un crescente utilizzo in terapia sostituendo nella pratica clinica gli antisecretivi anti-H2. La tollerabilità e la loro presunta innocuità hanno indotto un importante aumento prescrittivo accompagnato da una verosimile inappropriatezza d’uso e impiego off-label per indicazione terapeutica e/o posologia e/o durata terapeutica. In commercio sono disponibili i seguenti principi attivi: Omeprazolo, Esomeprazolo, Lansoprazolo, Rabeprazolo, Pantoprazolo. La loro concedibilità a carico SSN è regolamentata dalle note ministeriali dell’AIFA (1-48) che non comprendono alcune indicazioni registrate in scheda tecnica. Per non incorrere in prescrizioni inappropriate/off-label/non rimborsate SSN, le note AIFA dovrebbero essere sempre applicate nel rispetto delle schede tecniche. A tal proposito occorre fare una specifica sia sul Pantoprazolo 40 mg che sul Rabeprazolo. Infatti le specialità medicinali a base di Pantoprazolo 40 mg non contengono tra le indicazioni registrate in scheda tecnica la gastroprotezione e restano pertanto prescrivibili a carico SSN solo nelle limitazioni previste dalla nota Aifa 48. Il Rabeprazolo, invece, non è inserito tra i farmaci in nota aifa 1 e non prevede la gastroprotezione tra le indicazioni registrate in scheda tecnica. Pertanto, prescrizioni di Pantoprazolo 40mg o di Rabeprazolo in nota 1 sono da considerarsi off-label. Ad eccezione della Zollinger-Ellison e per alcune molecole in corso di terapia eradicante ove sono previsti dosi piu elevate, le dosi massime consentite dalle schede tecniche sono: Omeprazolo 20 mg/die, Lansoprazolo 30  mg/die, Pantoprazolo 40 mg/die, Esomeprazolo 40 mg/die, Rabeprazolo 20 mg/die. Ad oggi non c’è alcuna prova a dimostrazione che dosi superiori a queste possano essere più efficaci nella guarigione delle esofagiti e nel controllo dei sintomi. Non è pertanto necessario né giustificato l’impiego nella pratica clinica di dosi superiori a quelle previste in scheda tecnica. Le equivalenze fra i vari PPI possono essere così riassunte: Omeprazolo 20mg/Lansoprazolo30mg/Pantoprazolo40mg/Esomeprazolo20mg (clinicamente 15-16mg )/Rabeprazolo20mg. A dosi equivalenti i vari PPI sono clinicamente sovrapponibili e intercambiabili. La durata della terapia è legata al quadro clinico e le indicazioni vanno da un periodo ricompreso tra le due e le otto settimane fino ad arrivare ad un trattamento cronico. Sebbene esistano indicazioni per un’assunzione a lungo termine, recenti studi osservazionali di ampie dimensioni hanno associato il loro utilizzo cronico ad una serie di potenziali rischi, soprattutto negli anziani, riconducibili ad infezioni respiratorie, gastrointestinali, alterazioni elettrolitiche, fratture. Sarebbe pertanto auspicabile che il loro utilizzo cronico fosse riservato a casi selezionati e dopo attenta valutazione rischio/beneficio.

Maggio 2013

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