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Appropiatezza e antibiotici: volendo si può

La resistenza antibiotica, causata soprattutto da un utilizzo massiccio e talvolta inappropriato di farmaci  antibatterici, riguarda ormai tutte le classi di antibiotici, con livelli di diffusione altissimi per quelle più utilizzate: penicilline, cefalosporine, macrolidi e fluorochinolonici (FQ). Ad esempio, in Emilia-Romagna, nel 2009 per E coli è stata riscontrata resistenza a fluorochinoloni nel 40% dei ceppi isolati da infezioni invasive; la resistenza a cefalosporine di terza generazione e aminoglicosidi è stata rispettivamente pari a 23% e 18%. L’antibioticoresistenza ha conseguenze gravi sia cliniche che economiche tra le quali: ritardo nell’adozione di una terapia efficace; necessità di ricorrere a farmaci di seconda scelta per attività antibatterica, tollerabilità e costo; aumento dei fallimenti terapeutici. Inoltre, le misure per il controllo della trasmissione di germi multiresistenti ad altri pazienti in ospedale o nelle strutture territoriali sono onerose e di complessa applicazione. Per contrastare l’antibioticoresistenza occorre un’inversione di tendenza che porti a un uso più oculato degli antibiotici disponibili. Nel corso del biennio 2009-2010 è stato realizzato il progetto aziendale di farmacovigilanza “Uso razionale degli antibiotici nelle infezioni delle vie urinarie”, volto ad apportare un contributo alla riduzione dell’antibioticoresistenza attraverso la condivisione di linee guida per il trattamento delle infezioni e dei dati di sorveglianza delle resistenze batteriche e dell’utilizzo degli antibiotici. La valutazione degli antibiotici/chemioterapici e dei microrganismi più frequentemente coinvolti a livello locale dal fenomeno dell’antibiotico-resistenza ha mostrato una situazione sovrapponibile a quella regionale, ovvero la forte e crescente associazione tra utilizzo di FQ e aumento della resistenza ai FQ da parte di Escherichia coli, l’agente eziologico più frequentemente isolato nelle infezioni delle vie urinarie (IVU). Tale resistenza è in costante crescita; soltanto dal 2007 al 2008 si è passati dal 26% al 30% dei ceppi isolati. E’ stata rilevata inoltre sia a livello nazionale sia a livello locale un’aumentata incidenza degli episodi di infezione diarroica da Clostridium difficile, sostenuti da un ceppo probabilmente selezionato dall’uso di FQ. Tramite incontri formativi tenuti nel 2010 in tutti i distretti, sono stati presentati e condivisi i dati di resistenza di E coli nei confronti di FQ e indirizzi terapeutici per il trattamento delle IVU non complicate acquisite in comunità. I MMG sono stati invitati a non utilizzare come prima scelta i FQ e ad orientarsi per la terapia empirica verso farmaci con minore probabilità di resistenza. Al termine del coinvolgimento di tutti i MMG della provincia, è stato condotto un monitoraggio della prescrizione dell’intera classe di farmaci antibiotici, confrontando i periodi gennaio-aprile 2009 e gennaio-aprile 2011. L’analisi dei dati di prescrizione territoriale ha mostrato una diminuzione nell’uso dei FQ, interpretabile come esito di una buona adesione alle Linee Guida. Inoltre è stata osservata una riduzione delle prescrizioni degli antibiotici nel loro complesso; il monitoraggio continuo delle prescrizioni permetterà di capire se si tratti di un dato occasionale o se ciò sia realmente dovuto ad una diversa politica di uso degli antibiotici. In particolare: per i FQ si è osservata una diminuzione della prescrizione in tutti i distretti, con uno scostamento rispetto al 2009 compreso tra -23% (-0,52 DDDx1000 asp/die, Distretto di Correggio) e -5% (-0,15 DDDx1000 asp/die, Distretto di Scandiano). L’analisi per singolo Nucleo di Cure Primarie (NCP) evidenzia che 21 NCP hanno registrato nel 2011 una diminuzione della prescrizione compresa tra -26% e -2%. Due soli NCP non hanno ridotto la prescrizione: uno ha mantenuto un valore costante (nel distretto di C. Monti) e uno ha registrato una crescita (nel distretto di Scandiano). Inoltre si è avuta una diminuzione delle DDDx1000 asp/die degli antibiotici nel loro complesso in tutti i distretti, con un range compreso tra -15% (-3,7 DDDx1000 asp/die, Distretto di Correggio) e -7% (-1,75 DDDx1000 asp/die, Distretto di Reggio Emilia). Questi dati testimoniano un primo positivo risultato del progetto. Per il futuro è auspicabile consolidare questi risultati ed estenderli a tutti i NCP, con vantaggi per i pazienti e per un contenimento delle resistenze microbiche.

Ottobre 2011

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