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Nello studio comparativo ONTARGET (2008) i sartani sono risultati non inferiori agli ACE-inibitori nella riduzione degli eventi cardiovascolari fatali e non fatali. Lo studio, condotto su oltre 25.000 pazienti con malattia cardiovascolare o diabete (età media 66 anni, 49% con pregresso infarto, 50% con angina, 14% con arteriopatia periferica, 69% ipertesi, 38% diabetici), ma senza scompenso cardiaco, aveva l'obiettivo di dimostrare da una parte la non inferiorità di telmisartan (80 mg/die) verso ramipril (10 mg/die) e dall'altra la superiorità di telmisartan (80 mg/die) + ramipril (10 mg/die) verso ramipril da solo (10 mg/die) nel ridurre l'incidenza di mortalità CV, infarto miocardico, ictus e ospedalizzazione per scompenso cardiaco. I risultati hanno permesso di osservare che:
1. il telmisartan non è inferiore al ramipril rispetto all'esito clinico considerato;
2. l'associazione dei due farmaci non determina alcun beneficio aggiuntivo, ma fa aumentare gli effetti indesiderati;
3. in termini di tollerabilità, l'abbandono dello studio per tosse si è verificato nel 4,2% dei pazienti trattati con ramipril rispetto al 1,1% dei pazienti trattati con telmisartan. Questi ultimi hanno registrato però un abbandono per sintomi ipotensivi del 2,7% rispetto al 1,7% dei pazienti in terapia con ramipril.
Tutto ciò era emerso già in un precedente studio di confronto (VALIANT;2003), in cui in una popolazione post-infartuata con scompenso cardiaco, valsartan si è dimostrato di efficacia non inferiore al captopril sugli esiti mortalità totale ed eventi cardiovascolari; anche nello studio VALIANT la terapia combinata (valsartan + captopril) era stata meno tollerata rispetto al solo captopril. In conclusione, oggi è possibile affermare che:
• il sartano non è superiore all'ACE-inibitore
• non apporta sostanziali vantaggi in termini di tollerabilità, fatta salva la minore incidenza di tosse. Dati preliminari tenderebbero, inoltre, a ridurre il profilo di sicurezza di alcuni sartani
• la combinazione dei due farmaci aumenta gli effetti indesiderati senza apportare vantaggi clinici significativi e rappresenta una opzione terapeutica solo in pazienti scompensati opportunamente selezionati.
Pertanto il sartano rappresenta una seconda scelta terapeutica nei pazienti che manifestano tosse in caso di terapia con ACE-inibitori (1 paziente su circa 25)
La gestione oculata delle poche risorse economiche disponibili richiede al medico di scegliere la terapia con il migliore profilo costo-beneficio: a questo riguardo occorre sottolineare che il costo della terapia con sartani è in genere più alto di quello della terapia con ACE-inibitori.
Gennaio 2011