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| 1 fiala i.m. i.v. 250 mg/ml 1 fiala i.m. i.v. 500 mg/2 ml |
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USO OSPEDALIERO
Proprietà farmacologiche
Efficacia clinica
L'isepamicina, somministrata per via e.v. (più raramente i.m.), a dosi singole giornaliere di 8 mg/kg nelle infezioni meno gravi e 15 mg/kg nelle infezioni più gravi, si è dimostrata comparabile all’amikacina (7,5 mg/kg 2 volte al giorno) nel trattamento di infezioni, da moderate a gravi, causate da microrganismi sensibili (infezioni della cute ed annessi, infezioni complicate e non delle vie urinarie, infezioni intra-addominali, infezioni delle basse vie respiratorie, comprese le polmoniti nosocomiali, episodi febbrili in pazienti neuropenici).
In quasi tutti gli studi condotti, la isepamicina e l’amikacina sono state associate ad un altro antibiotico (metronidazolo nelle infezioni intra-addominali, ceftriaxone negli episodi febbrili in pazienti neutropenici, ceftazidime nelle infezioni delle basse via respiratorie).
La isepamicina trova la sua collocazione nel trattamento, in ambito ospedaliero, di infezioni moderate e gravi sostenute da microrganismi sensibili. Nonostante la isepamicina sia stata proposta per il trattamento di prima intenzione delle infezioni che si sospetta siano sostenute da Gram-negativi, il suo uso va riservato a quei pazienti per i quali l’antibiogramma ha messo in evidenza una multiresistenza all’amikacina.
Effetti indesiderati
L'isepamicina ha manifestato effetti simili per incidenza e gravità a quelli dell’amikacina, indipendenti dalla dose utilizzata e dalla durata della terapia.
Le manifestazioni più frequenti sono l’ototossicità, la nefrotossicità, le reazioni cutanee (rash, orticaria) e le modificazioni del quadro ematico (eosinofilia, agranulocitosi).
Controindicazioni
Ipersensibilità o precedenti reazioni tossiche gravi ad altri antibiotici aminoglicosidici.
Gravidanza: non sono noti dati sulla sicurezza della isepamicina, ma per gli altri aminoglicosidi è stato evidenziata la capacità di attraversare la placenta ed il pericolo di sordità fetale e tossicità renale.
L’isepamicina è stata somministrata anche a bambini di pochi giorni. La ditta produttrice tuttavia ne controindica l’impiego nei bambini di età inferiore ad 1 anno.
Avvertenze
Ridurre le dosi in caso di insufficienza renale.
La isepamicina ha provocato, nel 12% circa dei pazienti trattati, un aumento delle transaminasi; nonostante questo fenomeno non sia stato associato a danni epatici rilevabili, l’uso della isepamicina in pazienti con ridotta funzionalità epatica deve essere valutato con cautela.
Il rischio di tossicità è aumentato in pazienti anziani o disidratati.
Gli aminoglicosidi possono essere responsabili di blocco neuromuscolare di intensità variabile: vanno perciò utilizzati con cautela in pazienti con miastenia grave e morbo di Parkinson.
Interazioni
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N.B. I valori proposti devono essere considerati solo preliminari e richiedono ulteriori studi farmacocinetici in pazienti trattati con dosi mutliple di 8 e di 15mg/kg.
Bambini:
L'isepamicina è stata somministrata, sia per via e.v. che i.m., al dosaggio di 7,5 mg/kg 2 volte al giorno in bambini da 16 giorni a 13 anni, 1 volta al giorno in bambini con meno di 16 giorni.
La scheda tecnica ne controindica l’impiego in bambini con meno di 1 anno di età.
Bibliografia
– Rev Prescr 1997; 17(169): 16-17.
– Isepamicina. Informazioni sui farmaci 1997; 21(1): 10.
– Isepamicin. Micromedex Drugdex System – Drug Evaluation 2003.
Data di redazione 07/2003