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Introduzione
La diritromicina è un macrolide derivato dell'eritromicina; dopo somministrazione orale viene rapidamente idrolizzata nel suo metabolita, la eritromicilamina, anch’essa attiva.
Come tutti i macrolidi, esercita la sua azione antibatterica legandosi reversibilmente alla subunità ribosomiale 50 s ed inibendo la sintesi proteica.
Il suo spettro di attività è sovrapponibile a quello dell’eritromicina. La diritromicina è meno attiva in vitro rispetto ai macrolidi recenti (azitromicina e claritromicina) nei confronti di H. influenzae.
Farmacocinetica
Indicazioni
Poiché la fenossimetilpenicillina presenta un’efficacia analoga, a fronte di uno spettro antibatterico più ristretto ed un costo minore, è attualmente considerata il farmaco di scelta per il trattamento della faringite tonsillite causate da Streptococcus pyogenes e per la prevenzione primaria della febbre reumatica.
Controindicazioni
Effetti indesiderati
I più frequentemente riscontrati durante il trattamento con diritromicina sono stati: dolori addominali (5,6%), diarrea (5%), nausea (4,9%); nessuno è risultato statisticamente differente dagli effetti riscontrati con gli altri macrolidi. Statisticamente significativa è risultata invece la differenza dell’incidenza della cefalea (4,5% nella diritromicina vs. 3,4 % negli altri macrolidi).
Complessivamente la frequenza totale di effetti indesiderati della diritromicina risulta comparabile con quella degli altri macrolidi con i quali è stata confrontata.
Interazioni
La diritromicina, contrariamente all’eritromicina, non si lega in vitro agli enzimi microsomiali epatici e non sembra quindi in grado di inibire competitivamente il metabolismo di altri farmaci. Tuttavia, poichè i presunti minori rischi di interazione che ne deriverebbero non sono ancora clinicamente documentati in modo soddisfacente, è opportuno evitare l’associazione (oppure monitorare attentamente le concentrazioni plasmatiche ed eventualmente ridurre il dosaggio) di farmaci il cui metabolismo è inibito dall’eritromicina e per i quali è possibile quindi, anche nell’associazione con la diritromicina, un aumento dei livelli plasmatici.
Ruolo in terapia
La diritromicina non ha dimostrato di possedere una migliore attività, né una minore incidenza di effetti indesiderati rispetto agli altri macrolidi con i quali è stata confrontata.
La monosomministrazione giornaliera appare attualmente come l’unica caratteristica interessante di questa molecola, ma anche l’azitromicina prevede questa frequenza di somministrazione e possiede inoltre una migliore attività nei confronti dell’ H. influenzae.
La caratteristica della diritromicina di distribuirsi prevalentemente ai tessuti può costituire uno svantaggio in alcune infezioni, alle quali sia associata batteriemia.
Complessivamente la diritromicina non è preferibile agli altri macrolidi recenti.
Bibliografia
– Rev Prescr 1997; 17(170): 90-93.
– Watkins V S et al. Comparison of dirithromycin and penicillin for treatment of streptococcal pharyngitis. Antimicrob Agts Chemother 1997; 41(1): 72-75.
– Wintermeyer S M et al. Dirithromycin: a new macrolide. Ann Pharmacotherapy 1996; 30: 1141-1149.
– Choosing a macrolide. Prescr Int 1999; 8(44): 183-187.
Data di redazione 2000