Pubblicazione del mese: 10/2025
Secondo le stime, oltre 16 milioni di italiani hanno manifestato sintomi influenzali lo scorso anno. Circa 600 hanno sviluppato la forma grave della malattia, con ricovero in terapia intensiva, e alcuni di questi sono deceduti.
Da una analisi è emerso che il 77,4% non era vaccinato.
Nonostante sia noto che la vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze, che non sono solo respiratorie ma possono coinvolgere diversi organi e/o apparati come l’orecchio, i polmoni, il cuore e il cervello, la copertura vaccinale della popolazione a rischio è ancora molto bassa. Nell’inverno 2023-24 solo il 53,3% degli over 65 si è vaccinato, quando sarebbe necessario raggiungere un grado di copertura vaccinale di almeno il 75% in questa categoria di persone per avere un significativo effetto di protezione e garantire un impatto efficace e duraturo sulla salute collettiva, con benefici per l’intera comunità e per il Sistema Sanitario Nazionale.
Chi deve vaccinarsi?
Il maggior numero possibile di persone, a partire ovviamente dalle categorie a maggior rischio, vale a dire: anziani (>60 anni), bambini piccoli (6 mesi-6 anni), donne in gravidanza e persone con deficit della risposta immunitaria o con patologie croniche come asma, BPCO, diabete, malattie del cuore o dei reni, malattie del sangue, malattie congenite e altre condizioni, come indicato dal medico o dal farmacista. Inoltre, la vaccinazione è fortemente raccomandata anche per persone che operano in servizi pubblici essenziali, come personale sanitario, forze di Polizia, Vigili del fuoco.
Due nuovi concetti si sono imposti all’attenzione delle autorità sanitarie in questi ultimi anni e vanno recepiti dalla popolazione per capire quanto sia importante vaccinarsi anche se si è sani:
- i bambini che frequentano asili nido e scuola dell’infanzia contribuiscono in larga misura alla trasmissione dell’influenza: vaccinandoli tempestivamente si riduce la trasmissione complessiva della malattia e si proteggono le persone appartenenti ai gruppi a rischio. L’attuale disponibilità di vaccini somministrabili per spray nasale rende la vaccinazione ancora più semplice.
- I vaccini sono più efficaci nei bambini e nelle persone sane che negli anziani e nelle persone con malattie croniche: vaccinare bambini e adulti sani aiuta a proteggere anche chi è più a rischio.
Quando vaccinarsi?
In genere la campagna di vaccinazione antinfluenzale inizia a metà ottobre. Tenuto conto che solitamente la circolazione del virus aumenta a partire da dicembre e che occorrono circa 2 settimane
perché si sviluppi completamente la risposta immunitaria, è preferibile vaccinarsi entro metà-fine novembre. Nonostante questa indicazione, il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione in
qualsiasi momento della stagione, anche se ci si presenta in ritardo o dopo episodi simil-influenzali. Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini, compreso quello anti-Covid-19.
Dove vaccinarsi?
La vaccinazione può essere fatta nelle sedi vaccinali dell’ASL, nelle strutture ospedaliere, negli studi dei medici o dei pediatri, nelle strutture residenziali e nelle farmacie aderenti, senza necessità di presentare una prescrizione medica.
Fare il vaccino in farmacia
Un servizio comodo, sicuro e sempre più diffuso
Da qualche anno in farmacia è possibile vaccinarsi sia contro l’influenza che contro il Covid-19, servizio molto apprezzato grazie agli orari di apertura estesi e alla distribuzione capillare di questi presidi sul territorio.
Per poter effettuare la vaccinazione in farmacia è necessario essere idonei alla scheda anamnestica, che viene aggiornata ogni anno da parte delle Autorità regionali competenti.
Per chi è gratuito?
La vaccinazione è gratuita per tutti gli assistiti dal Servizio Sanitario che rientrano nelle categorie a rischio. Può essere offerto gratuitamente anche a chi non rientra in queste categorie, se il medico lo ritiene opportuno.
Inoltre è facoltà delle Regioni estendere la gratuità a tutti coloro che desiderano vaccinarsi, anche se non appartengono ai gruppi a rischio.
Falsi miti
Sfatiamo le bugie che creano ansia riguardo la vaccinazione
Ci sono molti pregiudizi e credenze tra la popolazione in merito alla vaccinazione antinfluenzale che vanno sfatati sulla base delle conoscenze scientifiche e degli studi epidemiologici.
L’influenza non è grave, quindi non ho bisogno del vaccino.
IN REALTÀ: l’influenza stagionale non è una malattia banale come molti credono. Per alcune categorie di persone (bambini,anziani, donne in stato di gravidanza e persone con malattie croniche) può comportare il rischio di complicanze anche gravi, fino alla morte. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che muoiano nel mondo ogni anno 650.000 persone solo per le complicazioni respiratorie.
Il vaccino antinfluenzale può trasmettere l’influenza.
IN REALTÀ: il vaccino che viene iniettato contiene virus inattivati e quello somministrato per spray nasale (per i bambini) contiene virus vivi attenuati che non possono trasmettere l’influenza. L’eventuale comparsa di febbre dopo la vaccinazione è dovuta ad una normale reazione del sistema immunitario al vaccino e non alla malattia.
Sono incinta, quindi non posso fare il vaccino antinfluenzale.
IN REALTÀ: la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata alle donne in qualsiasi fase della gravidanza, in quanto protegge la mamma, diminuendo di almeno il 50% il rischio di ricovero, e il bambino, riducendo significativamente i casi di malattia e otite nei primi due mesi di vita.
Il vaccino antinfluenzale può causare gravi effetti indesiderati.
IN REALTÀ: il vaccino antinfluenzale si è dimostrato estremamente sicuro, se vengono rispettate le eventuali controindicazioni. Gli effetti indesiderati comuni consistono in reazioni locali (quali dolore,eritema, gonfiore nel sito di iniezione) e sistemiche (malessere generale, febbre, dolori muscolari), con inizio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di 1 o 2 giorni. Gli effetti collaterali gravi sono estremamente rari: una persona su un milione può contrarre la sindrome di Guillain-Barré, che causa debolezza muscolare e paralisi.
In passato ho fatto il vaccino e ho avuto l’influenza, quindi non funziona.
IN REALTÀ: i virus influenzali cambiano continuamente ed è per questo motivo che le persone possono ancora contrarre l’influenza anche se sono vaccinate. Il vaccino, infatti, è specifico solo per alcuni ceppi, quelli prevalenti in un certo momento,ed essere vaccinati migliora la possibilità di essere protetti dall’influenza. Questo è particolarmente importante per fermare il virus che colpisce le persone con un sistema immunitario vulnerabile.