Pubblicazione del mese: 07/2025
A cura di Domenico Maione e Carla Sinisi, Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione e Servizio Sanità Pubblica Veterinaria del Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Reggio Emilia
I cibi pronti sono diventati una parte importante della nostra vita quotidiana: grazie alla loro praticità e velocità di preparazione ci permettono di risparmiare tempo ed energie, soprattutto quando siamo di fretta, stanchi o semplicemente non abbiamo voglia di cucinare. Si definiscono “piatti pronti” quei prodotti alimentari che richiedono una preparazione minima o addirittura nulla prima del consumo. In commercio sono disponibili tantissime tipologie, da piatti completi a singoli ingredienti, pensati per soddisfare ogni esigenza e tutti i gusti. Scopriamoli insieme.
Piatti pronti freschi
Piatti già cucinati e confezionati, pronti per essere consumati tal quali o dopo un breve riscaldamento, generalmente da conservare in frigorifero e con durata limitata.
Esempi: insalate fresche, zuppe, pasta fresca ripiena, piatti a base di carne o pesce già cotti.
Piatti pronti surgelati
Piatti pronti freschi che, una volta preparati e confezionati, vengono conservati surgelati per preservarne al meglio la qualità e prolungarne la durata nel tempo.
Esempi: lasagne, minestroni, piatti etnici, pizza surgelata,piatti a base di carne o pesce già completamente cotti (come spezzatino, pesce arrosto, ecc.).
Piatti pronti liofilizzati o disidratati
Piatti che subiscono un processo di liofilizzazione o disidratazione per rimuovere l’acqua, permettendone così la conservazione a temperatura ambiente anche per periodi di lunga durata senza alterarne le proprietà.
Esempi: zuppe in busta, purè di patate istantaneo, pasta liofilizzata, preparati per brodi, pappe per bambini a base di carni e verdure selezionate.
Piatti pronti in scatola o in vetro
Alimenti cotti e confezionati in contenitori ermetici (es. scatole di latta o vasetti di vetro) che possono essere conservati a temperatura ambiente a lungo.
Esempi: ragù, carne in scatola,tonno sott’olio, sughi pronti, minestre e legumi in scatola.
Piatti pronti ready to eat
Sottocategoria di piatti pronti freschi che possono essere consumati senza bisogno di cottura o riscaldamento, la cui durata e modalità di conservazione variano a seconda del prodotto.
Esempi: salami e salumi affettati, formaggi freschi e stagionati, pesce affumicato, snack confezionati, barrette energetiche, frutta già tagliata e pronta al consumo, panini e sandwich, dolci.
Alimenti Precotti
Alimenti che hanno subito una parziale cottura preliminare (es.pasta, riso o verdure) e che possono essere utilizzati come base per preparare altri piatti, riducendo sensibilmente i tempi di cottura.
Piatti pronti meal kit
Confezioni che contengono tutti gli ingredienti già dosati e le istruzioni dettagliate per preparare facilmente un pasto completo.
Un rischio per la salute?
Nessun alimento in natura è sterile in senso stretto, cioè privo di microrganismi che possono causarne l’alterazione o provocare Malattie a Trasmissione con Alimenti (MTA) nel consumatore. Durante il processo produttivo, in base alla tipologia, si applicano trattamenti termici per ridurre i microrganismi presenti oppure si adottano pratiche(es.stagionatura,essiccazione,refrigerazione, congelamento) e/o sostanze che ne inibiscono la crescita. Inoltre, le aziende produttrici mettono in atto misure per prevenire la contaminazione e ridurre i rischi legati al consumo. Tuttavia, questo può non bastare: può verificarsi un’eccessiva presenza di microrganismi dovuta a vari fattori, come la tipologia o il grado di contaminazione iniziale delle materie prime, l’ambiente di provenienza, contaminazioni accidentali o malfunzionamenti delle attrezzature (es. cottura insufficiente).
Piatti pronti e MTA
Consigli per un consumo in sicurezza
- Conservare i prodotti alle temperature e nelle modalità riportate in etichetta
- Mantenere temperature basse durante il trasporto o fare in modo che avvenga nel più breve tempo possibile
- Seguire attentamente le istruzioni fornite dal produttore prima della consumazione
- Riscaldare i cibi che ne hanno necessità solo immediatamente prima del consumo oppure, una volta scaldati, mantenerli ad una temperatura superiore ai 65 °C o raffreddarli nel più breve tempo possibile
- Non consumare cibi che presentano alterazioni organolettiche, ossia modifiche di odore, colore e consistenza
- Non consumare il prodotto in caso di perdita di integrità del confezionamento primario o perdita di vuoto del barattolo
- Scegliere sempre prodotti di qualità e leggere attentamente le etichette dei prodotti prima dell’acquisto, soprattutto se si è “soggetti a rischio”
- Non consumare oltre la data di scadenza
Alcuni alimenti, inoltre, sono terreni ideali per lo sviluppo batterico (es. le salmonelle crescono rapidamente in alimenti a base di carne e uova, che forniscono nutrienti adatti). In certi casi, microrganismi patogeni e/o loro tossine non alterano odore, sapore o colore del cibo, rendendo difficile riconoscerne la contaminazione. È il caso dell’istamina, presente in piatti con alcune specie di pesce come tonno, pesce spada e sgombro, responsabile della sindrome sgombroide. Non essendo visibile né distrutta dalla cottura (è termostabile), è essenziale rispettare la catena del freddo e consumare i prodotti entro la scadenza. Nonostante le potenziali insidie legate a un consumo non consapevole, i piatti pronti possono continuare a rappresentare un valido alleato
nella quotidianità, offrendo indubbi vantaggi in termini di tempo e praticità. Tuttavia, la consapevolezza dei rischi e l’adozione di adeguate precauzioni sono imprescindibili.
Ciò si traduce in una selezione oculata dei prodotti, una scrupolosa osservanza delle indicazioni fornite dai produttori e una particolare vigilanza per i soggetti più fragili (bambini, anziani, donne in stato interessante e individui immunodepressi) per i quali un’attenzione supplementare è cruciale al fine di preservare la propria salute.