Pubblicazione del mese: 04/2025
La tintura per capelli è sempre più diffusa e la scelta del colore non ha età. Ma come agiscono le tinte e quali effetti hanno sulla salute?
Oggigiorno, le tinte per capelli sono tra i cosmetici più diffusi: si stima infatti che vengano utilizzate da più del 60% delle donne e dal 5-10% degli uomini, non solo per coprire i capelli bianchi, ma anche per cambiare il proprio look, specialmente i più giovani. Il trend è in aumento e in commercio esiste un vero e proprio mondo di prodotti che va dalle tinte permanenti (ad azione ossidante e profonda) a quelle semipermanenti e temporanee (con azione più o meno superficiale).
Come agisce una tinta
Sezionando in senso trasversale un capello, si nota una struttura stratificata; in particolare, la cuticola (rivestimento esterno formato da cellule morte) e la corteccia (composta principalmente da cheratina e melanina) definiscono le caratteristiche principali strutturali e visive.
Una tinta permanente penetra in profondità, aprendo le scaglie della cuticola, e altera il pigmento naturale del capello, ricolorandolo in modo definitivo con i precursori dei coloranti presenti nel prodotto. I pigmenti delle tinte semipermanenti o temporanee, invece,non vengono
intrappolati bene nella corteccia, quindi con il tempo vengono lavati via.
La sicurezza
Nonostante siano soggette al Regolamento Europeo sui prodotti cosmetici, che ha tra i suoi scopi principali quello di garantire la tutela della salute e l’informazione dei consumatori, le tinte sono spesso oggetto di dibattito in tema di salute.
La sostanza principale che desta dubbi e paure è sicuramente l’ammoniaca che, presente nelle tinte permanenti, è l’elemento responsabile dell’apertura delle scaglie della cuticola. In alcuni casi viene sostituita dall’etanolammina, un ingrediente simile e con la stessa azione. Nonostante le tinte “senza ammoniaca” diano l’impressione di maggiore sicurezza in quanto “meno chimiche”, in realtà mettendo a confronto le due sostanze emerge che l’ammoniaca ha un profilo di sicurezza migliore rispetto a quello dell’etanolammina: entrambe potrebbero causare irritazione, tuttavia solo l’uso di etanolammina è associato ad allergie. Pertanto, per le pelli più reattive è meglio preferire prodotti a base di ammoniaca.
Per quanto riguarda i dubbi sulla possibile cancerogenicità, diversi anni di studio hanno dimostrato il loro profilo di sicurezza quando si parla di uso personale. Nel 2010, infatti, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha pubblicato la sua valutazione in merito e ha stabilito che non esiste alcuna associazione tra l’uso di tinte permanenti e il rischio di ammalarsi di cancro in caso di uso personale, mentre il rischio può aumentare in caso di uso professionale.
Questa differenza è legata alla frequenza e al tempo di esposizione (che per i parrucchieri è quasi quotidiana), quindi anche un rischio minimo può accumularsi e diventare più evidente, specialmente per alcuni tipi di tumori (es.tumore alla vescica). Per questo,le istituzioni hanno classificato le tinte come sostanze “probabili cancerogene” (includendole nel gruppo 2A) esclusivamente per i professionisti. Per quanto riguarda l’uso in gravidanza, nonostante si tratti di ingredienti che hanno superato i test di tossicità riproduttiva e possono, quindi, essere considerati sicuri, la cautela riguarda la reazione chimica che le tinte devono svolgere per poter espletare la loro funzione. Per questo motivo, molti ginecologi ne sconsigliano l’uso alle donne in gravidanza in via cautelativa.
In conclusione, le tinte per capelli sono un mezzo sicuro e affidabile per cambiare look senza preoccupazioni. Basta scegliere il prodotto e il colore giusti in base alle proprie esigenze e.. via!
Con una scelta attenta e informata, è possibile ottenere un risultato soddisfacente e minimizzare i rischi di reazioni avverse.